Il Tirreno

Pisa

Monito alla città di don Ciotti «L’edicola resti un simbolo»

Carlo Venturini

Il sacerdote difende la struttura in Borgo confiscata alla mafia L’Università gli ha conferito una laurea honoris causa 

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Don Luigi Ciotti torna a Pisa per ricevere dall’Ateneo la laurea honoris causa in “Sociologia e management dei servizi sociali”, ma non dimentica quando venne in città nel 2014 per inaugurare, con l’associazione Libera, l’edicola di Borgo Stretto confiscata alla mafia. Oggi quell’edicola, irretita nell’abbandono, rischia che venga demolita o che la si lasci esangue, così com’è: un triste monito ad una speranza di riscatto che si sta perdendo.

Don Ciotti dice: «Deve essere riconvertita a servizi per il cittadino. È questo il senso della confisca e riutilizzo dei beni dei mafiosi. Capisco e comprendo che l’editoria e le edicole siano in crisi, ma quel bene sottratto alla mafia è simbolo di un riscatto, un riscatto della legalità, della civiltà, dell’essere cittadini sempre e non ad intermittenza».

Gli fa eco il rettore Paolo Mancarella che dice: «Proprio in coincidenza della presenza di don Luigi a Pisa e nel momento in cui l’accademia cittadina ha deciso di conferirgli questo riconoscimento, si paventa che il destino di quell’edicola possa essere in pericolo. Sarebbe davvero un peccato vedere disattesi e traditi proprio l’impegno e la memoria. Abbiamo allora cercato di capire meglio ed abbiamo saputo che al momento non esiste alcuna ordinanza e che ogni decisione sarà subordinata ad un incontro con Libera. Ci auguriamo che il buon senso prevalga e che sia pensato un utilizzo a scopi sociali di quello che ormai è diventato per la città un simbolo di giustizia e di riscatto».

La “pisanità” di don Ciotti e la sua sensibilità rispetto ai temi della legalità lo portano a commentare anche il corteo degli studenti impegnati contro l’inquinamento e lo sfruttamento dell’ambiente. «I crimini contro l’uomo e quelli contro l’ambiente sono speculari», ha detto don Ciotti. Ed il tema dei giovani è stato affrontato dal “neo laureato” con un saluto ai 50mila studenti dell’Università. «Ai ragazzi che frequentano meravigliosamente questa Università, che è un pezzo di storia del nostro Paese, l’augurio che posso fare è che siate capaci di riempire la vostra vita di vita, di senso, di significato. Pensando a voi, penso anche alla politica centrale, perché in questo momento in Italia sono oltre due milioni i giovani che hanno terminato la scuola e che non trovano lavoro. Questa è una società che si preoccupa dei giovani, ma non se ne occupa».

Oltre a Libera, don Ciotti è ispiratore dell’associazione Abele che si occupa di carcere e tossicodipendenze. Mancarella ricorda un’altra tappa pisana di don Ciotti e dice: «Ho saputo che quando i nostri docenti entrarono in “servizio” al Don Bosco c’era ancora l’eco di una recente visita lì di don Luigi. E allora ho pensato come anche così si confermassero la sua propensione, il suo talento nel frequentare le città a partire dalle carceri». Ai corsi universitari per detenuti ci sono ben 250 studenti iscritti così che Pisa, in Italia, si colloca alle spalle solo di città che hanno da due volte e mezzo a trenta volte la sua popolazione. In una Sapienza piena di studenti e docenti, il rettore ha concluso la cerimonia dicendo: «Nel segno dell’amicizia e della vicinanza che ha sempre dimostrato per la nostra città e la nostra istituzione, l’Università è lieta di conferire a don Luigi Ciotti la laurea magistrale honoris causa». —



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