Il Tirreno

Pisa

raggiri porta a porta 

Truffa dell’acqua santa ai danni di un’anziana: spariscono i gioielli

Pietro Barghigiani
Truffa dell’acqua santa ai danni di un’anziana: spariscono i gioielli

In azione a Pisa due donne presunte esponenti di un istituto religioso. La vittima: «Hanno chiesto un’offerta, erano già in casa» 

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PISA. Non più tecnici dell’acqua o della luce. E neanche carabinieri che mettono in agitazione gli anziani con la notizia di un fermo di un familiare per il quale è necessario pagare subito una cauzione per fargli ottenere la libertà.. No, la fantasia dei truffatori aggiunge nuovi personaggi nel canovaccio del raggiro. Quelli che fanno leva sulla religione. È successo in via di Goletta dove la signora Franca Maria Di Lupo è stata truffata in casa da due sedicenti rappresentanti di un istituto religioso cittadino.

Non è di grande valore l’ammanco contabilizzato una volta capito chi si era ritrovata in casa. Diversi monili di bigiotteria per qualche centinaia di euro.

«Tutto l’oro me l’hanno già portato via cinque anni fa, un furto davvero doloroso» confida al Tirreno la pensionata 80enne che ancora si rammarica dell’eccesso di fiducia verso quelle sconosciute.

Una diffidenza difensiva sarebbe stata la risposta più salutare per impedire un raggiro avvenuto poco dopo le 10 del mattino nel quartiere San Giusto.

«Quando ho sentito il campanello il primo pensiero è andato a un’amica che stavo aspettando – racconta la signora Franca Maria –. E così ho aperto la porta che dà sulla strada. Alla porta di casa, che tenevo socchiusa, sono apparse due donne. Una sulla trentina, mora, di bell’aspetto. L’altra sulla sessantina. Erano italiane. Si sono presentate dicendo di appartenere a un istituto religioso. Chiedevano un’offerta di un euro per una colletta. Ho consegnato la moneta e in una frazione di secondo me le sono viste in casa. Una ha cominciato a chiedermi se volevo l’acqua santa e se gli davo una boccetta da riempire. Nel frattempo l’altra era sparita. È e riapparsa dopo poco chiedendomi dov’era il bagno. A quel punto ho capito che erano delle furfanti e ho urlato di tutto per mandarle via. Appena uscite sono andata in camera e il primo cassetto del comò era aperto. Tutta la bigiotteria era sparita».

Pietro Barghigiani

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