Il Tirreno

Pisa

la critica 

Pd contrario: così si relega la città in secondo piano nella regione

I consiglieri comunali Biondi e Trapani: sarebbe stata un’area costiera forte in contrapposizione  alla zona fiorentina

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PISA. La delibera con titolo “Revoca dell’avvio del procedimento del piano strutturale intercomunale” ha ricevuto il voto favorevole anche del consigliere comunale di minoranza Alessandro Tolaini del M5S.

Ma su questa delibera è da registrare soprattutto una dura presa di posizione dei consiglieri Marco Biondi e Matteo Trapani, entrambi del Pd.

«L’iter del piano strutturale d’area - sottolineano Biondi e Trapani - è cominciato con la precedente amministrazione, nel 2015, quando la Regione Toscana ha indetto un bando di finanziamento per la creazione di nuove infrastrutture. Il motivo per il quale il Comune di Pisa si è inserito in questo percorso assieme agli altri cinque comuni, tra cui San Giuliano e Cascina, è il seguente: la visione futura per la creazione di una vasta area territoriale, un’area costiera tirrenica in contrapposizione alla zona fiorentina. Si trattava dunque di una strategia per dare a Pisa una posizione di grande rilevanza politica all’interno della Regione, nonché di spicco per le occasioni che ne sarebbero derivate a livello economico».

Questo procedimento inoltre, proseguono, «era favorito dal fatto che i sei comuni in questione sono gli stessi comuni che hanno già un regolamento edilizio unificato. Il 21 maggio scorso la Lega ha bloccato l’intero iter con una delibera e l’assessore Dringoli ha giustificato il tutto dicendo che lui non credeva più in un piano strutturale a sei comuni, ma è stato dichiarato che rimane la volontà di un piano a due comuni. E quale sarà mai il secondo partner? Si tratta proprio del Comune di Cascina, con il quale certamente la nuova amministrazione presenta una certa affinità politica. È infatti presente un nuovo bando regionale (che richiede di presentarsi con raggruppamenti diversi dal precedente), ma si calcola che il nuovo finanziamento per le sole Pisa e Cascina sarebbe di circa 60mila euro per la stesura del piano».

Il Partito democratico accusa la nuova amministrazione «di aver voluto fare la voce grossa vantandosi di una forza ed egemonia che in realtà non possiede, di non possedere lungimiranza e di voler relegare Pisa ad una posizione secondaria rispetto alla politica e alla situazione economica della regione Toscana. Pisa - concludono i consiglieri Biondi e Trapani - ha un futuro prospero solo presentandosi compatta con altri comuni, non chiudendosi in se stessa». —

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