Gioco
Conti: non è questione di affinità politiche ma di veri punti di contatto
«Le amministrazioni precedenti hanno lavorato a vuoto. Arno e aree industriali ci legano a Cascina, S. Giuliano ha voluto fare da solo»
PISA. Sindaco Michele Conto, la prospettiva del Comune unico di area dunque non esiste più?
«Non esisteva già più nei fatti. In precedenza si è girato tanto a vuoto. Non si sono fatti i fogli, come mi piace dire. Doveva essere una struttura in contrapposizione con Firenze, ma poi cose concrete? Niente. Hanno visto che non riuscivano ad arrivare in fondo. E noi si deve bloccare tutto? Non dobbiamo dare gli strumenti urbanistici al Comune di Pisa?».
Ma secondo lei quali ostacoli hanno trovato i suoi predecessori?
«I Comuni più piccoli sono in difficoltà, e li capisco. San Giuliano invece ha fatto quello gli pareva, è andato avanti da solo adottando il Poc, il Piano operativo comunale. Ci sono poi differenze e problematiche oggettivamente diverse: San Giuliano e Vecchiano insistono sul bacino del Serchio, Pisa e Cascina su quello dell’Arno».
Lei però ha fatto qualche tentativo o no?
«In undici mesi, no undici anni, abbiamo provato a mettere insieme i pezzi. Ma non ci siamo riusciti».
Conferma che Pisa, urbanisticamente, andrà avanti dialogando solo con Cascina?
«Dialogheremo con Cascina, ma non perché c’è affinità politica. Ci sono elementi comuni, a cominciare dalla presenza dell’Arno. Si poteva fare anche con San Giuliano, che però ha proceduto da solo: ha fatto urbanizzazioni alle porte della città, tra Praticelli e via Giovannini, che a noi hanno comportato traffico e casini».
E con Cascina ora come intendete procedere?
«Ci lavoriamo con il professor Dringoli, il migliore tra tutti quelli che finora hanno occupato quel ruolo. Con Cascina abbiamo zone di confine strategiche come l’ansa dell’Arno, Ospedaletto, Montacchiello».
Pensate anche ad un’eventuale unione di municipi Pisa-Cascina?
«No, io sono per le cose sensate e per i piccoli passi. Partirei dalle unioni tra Comuni sotto i 10mila abitanti. Noi dovremmo fare un Comune unico e poi resta in piedi da solo, ad esempio, Santa Luce? Discorso diverso per i servizi».
Infatti con Cascina avete già iniziato: unite l’avvocatura…
«I pensionamenti hanno ridotto gli organici. È un’unione di forze che conviene ad entrambi. Ma non è un accordo chiuso, altri possono unirsi. Anche sugli uffici del personale si potrebbe pensare ad un’iniziativa simile».
E invece come pensate di contrastare l’egemonia fiorentina?
«Quelli sono discorsi da grandi strategie del Pd. Che poi però è sempre stato dipendente da Firenze, ha sempre fatto quello che diceva Enrico Rossi. Lo strapotere si può contrastare in tanti modi. Noi ne abbiamo dato dimostrazione battendoci per la Scuola Normale. O contro Canapisa». —
F.L.
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