Attenzione
Bancarotta, imprenditore condannato a tre anni
Gabbriellini era titolare della società di gestione della discoteca Pellerossa Per i giudici «la mancata consegna di documenti è sintomo di frode»
Era stato prosciolto in primo grado per prescrizione dopo che il Tribunale aveva riqualificato il reato in bancarotta semplice documentale.
Impugnata la sentenza dalla Procura pisana, in appello l’imprenditore Marco Luigi Gabbriellini, 57 anni, originario di Aulla, residente a Cascina, è stato condannato a tre anni per bancarotta fraudolenta documentale con una serie di pene accessorie che gli impedivano di svolgere una nuova attività di impresa.
In Cassazione, assistito dall’avvocato Cristina Bibolotti, Gabbriellini si è visto accogliere il ricorso con rinvio a un’altra Corte d’Appello per la parte riferita alle pene accessorie, mentre i tre anni sono stati confermati. Gabbriellini, già titolare della catena di negozi di calzature e abbigliamento che porta il suo nome, era l’amministratore unico della società Pellerossa Srl per la gestiva dell’omonima discoteca di Agnano, dichiarata fallita il 31 ottobre 2006.
Secondo l’accusa «teneva i libri e le scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari e, in particolare, non teneva le scritture contabili, i libri sociali e la documentazione amministrativo-contabile relativa alla società».
Nell’ultimo bilancio disponibile — 31 dicembre 2004 – risultavano crediti per versamenti ancora dovuti pari a circa 60mila euro, immobilizzazione materiali per circa 92mila euro, rimanenze per circa 15mila euro, crediti esigibili per l'esercizio successivo di circa 37mila euro e disponibilità liquide per circa 22 euro.
«Di tali attività il curatore non ha avuto alcuna rendicontazione dall'imputato, il quale ha dedotto di aver impiegato le somme per l'attività dell'impresa, asserzione, questa, che, sottolinea il giudice di appello, non è stata minimamente documentata, né specificata così da poterla verificare – afferma la Cassazione nelle motivazioni di conferma nella responsabilità di Gabbriellini –. Richiamata poi la composizione del passivo (costituito da debiti verso l’Inps, i cui contributi sono stati sistematicamente omessi, ritenute Irpef, contributi Inail, tassa sui rifiuti), la Corte d’Appello osserva che la mancata consegna di qualsiasi documentazione (anche la più recente, come le quietanze del versamento dei canoni di affitto) è sintomatica di frode, in quanto è certo che dopo il 2004 l’imputato non ha tenuto alcuna contabilità e che quella in precedenza tenuta (a lui consegnata) è stata sottratta, non essendo verosimile che i numerosi scatoloni (almeno una decina, ndr)collocati, a dire dell'imputato, nei locali della discoteca rimasta comunque in attività per il tramite della gestione di terzi, siano stati dispersi o distratti da chi aveva in uso tali locali (che certamente non aveva alcun interesse alla sottrazione), risultando peraltro significativa la mancata presentazione di alcuna denuncia di smarrimento da parte dell'imputato». —
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