Il Tirreno

Pisa

fidejussioni e querele 

Caso Sviluppo Navicelli Bottai porta Auletta davanti al giudice

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pisa. Si svolgerà questa mattina al Tribunale di Pisa l’udienza dal gip per discutere l’opposizione presentata dall’avvocato di Stefano Bottai, il legale Carlo Di Bugno, contro l'archiviazione, chiesta dalla Procura, della querela per diffamazione presentata dall’imprenditore contro Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune, assistito dall’avvocato Tiziano Checcoli. L’azione legale è stata avviata dopo la “scoperta” da parte del gruppo consiliare di alcune fidejussioni “tossiche” presentate in Comune da vari gruppi imprenditoriali cittadini. Una serie di documenti “nulli” stipulati in particolare con la Union Credit Finanziaria Spa, società cancellata dalla Banca d’Italia dagli elenchi dei soggetti abilitati al rilascio di garanzie, per un totale di circa 16 milioni di euro.

«Tutto ha origine da una serie di atti ispettivi che abbiamo depositato sul fallimento della Sviluppo Navicelli nel maggio 2015 - sottolinea il gruppo consiliare -. Dalle verifiche è emerso che due fideiussioni depositate nel febbraio 2009 (da 2,4 milioni e da 2,1 milioni) d’allora amministratore della Sviluppo Navicelli non avevano alcun valore in quanto stipulate con la Union Credit, cancellata dall'elenco delle società abilitate dalla Banca d'Italia al rilascio di garanzie: in pratica sono state consegnate fideiussioni di un soggetto non abilitato. Da ulteriori verifiche - prosegue il gruppo consiliare - emerge che a firma di Bottai, in qualità di rappresentante della Boccadarno Porto di Pisa spa, sono state depositate nel 2013 altre due fideiussioni “tossiche”: garanzie per un importo complessivo di 820mila euro appartenenti alla Consorzio garanzia fidi-Confidi centrale. Anche in questo caso siamo davanti a carta straccia visto che questa società non è mai stata autorizzata al rilascio di garanzie per il settore pubblico».

Una serie di verifiche, accertate successivamente anche da Palazzo Gambacorti, che hanno portato all’individuazione di numerose fideiussioni tossiche presentate da vari gruppi imprenditoriali (in parte rinnovate con società abilitate al rilascio). Sulla vicenda, il gruppo consiliare ha presentato anche due esposti alla procura e uno alla Corte dei Conti. «Se è diffamazione scoprire e denunciare pubblicamente che un imprenditore ha presentato fideiussioni non valide, allora mi assumo tutte le responsabilità - commenta Auletta -. Siamo sereni: se qualcuno pensa di fermare con le denunce questo lavoro, si sbaglia». —

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