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«Domenica un voto vero Pisa non può fare a meno delle politiche europee»
PISA. «L’Europa deve essere più vicina alle esigenze dei cittadini». Carlo Scaramuzzino, sostenitore della lista “La Sinistra”, rivolge uno sguardo verso le elezioni di domenica partendo da cinque anni fa. Quando, anche allora in occasione delle elezioni europee, con sua moglie, Rossella Di Beo, aveva pubblicato il volume “L’Europa sociale nel XX secolo”.
Scaramuzzino, nel libro è scritto: «O l’Europa sarà democratica o cesserà di esistere». Cosa intendevate dire con queste parole?
«L’azione delle istituzioni comunitarie non può essere fatta solo di target (tra i quali il famigerato 3%) senza un pensiero politico forte che la sostenga. L’unità dell’Europa si può reggere solo su un forte modello sociale: in Europa si è rotta la coesione sociale mettendo in crisi la democrazia».
La campagna elettorale in Italia sembra concentrata soprattutto sulle politiche nazionali...
«È in atto un tentativo strumentale di distrarre gli elettori dalla vera posta in gioco. Non si vota per un referendum pro o contro la Lega; e neanche per decidere se il Pd riesce a sorpassare il M5S. Si vota per eleggere il Parlamento europeo, con un sistema proporzionale. In quel Parlamento il gruppo de La Sinistra Europea (la Gue) è quarto per dimensione. Votando per la lista “La Sinistra” a Pisa si va a rafforzare un gruppo parlamentare che ha capacità di incidere nelle politiche europee».
Il Pd continua a fare appelli al voto utile, a non disperdere voti...
«Ripeto, il sistema di voto europeo è proporzionale, non ci sono premi di maggioranza. Purtroppo in Italia c’è una soglia di sbarramento al 4%. Ci rivolgiamo agli elettori democratici e di sinistra per superare questo sbarramento illogico e rafforzare la sinistra europea».
In cosa si distingue la vostra politica da quella dei cosiddetti sovranisti?
«La francese Le Pen dice: prima i francesi. Il cancelliere austriaco risponde: prima gli austriaci. Salvini incalza: no, prima gli Italiani. Peggio ancora quanto dicono polacchi e ungheresi. Il risultato, così, sarebbe la dissoluzione dell’Europa, il riemergere dell’odio razziale ed il ritorno alle piccole patrie che da sole non hanno le energie per crescere e sopravvivere».
Ma sarebbe così drammatica la dissoluzione dell’Europa?
«Guardiamoci intorno: Pisa, ad esempio, non può fare a meno delle politiche europee. L’Europa si deve rafforzare, ma lo può fare solamente avvicinandosi alle esigenze dei suoi cittadini». —
F.L.
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