Attenzione
Confesercenti smorza l’entusiasmo della Lega «Danni al commercio»
Il presidente Micheletti contesta la scelta dell’area stazione E gli antiproibizionisti rilanciano: a breve una street parade
pisa. «Sabato è stato un giorno nero per il commercio pisano. In particolare per quello della zona della stazione che ha perso una intera e importante giornata lavorativa. Per questo motivo ci sembrano un po’ eccessivi i toni trionfalistici con cui si è vissuto il ridimensionamento di Canapisa».
Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, torna a parlare della manifestazione antiproibizionista di sabato e delle conseguenze sui negozianti della zona.
«Nessuno ha pensato a loro – prosegue –. Noi siamo stati gli unici ad evidenziare come il presidio alla stazione e la contromanifestazione in piazza Vittorio Emanuele non volevano dire aver eliminato Canapisa dalla città. Le conseguenze sono state sotto gli occhi di tutti. Viale Gramsci chiuso dalla mattina alla sera e militarizzato, così come via Corridoni. Anche chi vive a lavora in via Battisti e via Bonaini non pensiamo sia stato contenti di questa situazione. Magari una parola per questi commercianti poteva essere spesa. La stazione, quartiere per il quale noi ci stiamo battendo insieme all’amministrazione comunale per una sua riqualificazione, è stata considerata il “tappeto” dove nascondere la polvere di Canapisa. Questo francamente non ci è piaciuto».
Micheletti guarda al 2020: «Adesso c’è un anno per programmare le contromosse. Non ritroviamoci, come è accaduto, ad accorgersi dalla data di Canapisa al momento dell’annuncio degli organizzatori. Studiamo la soluzione alternativa, se come sembra non è possibile cancellarla, convinti che non possa essere per l’ennesima volta sulla pelle dei commercianti».
Dal profilo Facebook dell’Osservatorio antiproibizionista Canapisa, gli organizzatori lanciano un messaggio che non ha il sapore della resa. Anzi. «Canapisa non si Lega, presto di nuovo in piazza» è l’annuncio dei promotori di quella che stavolta vuole essere una street parade e non un presidio statico. L’appuntamento è per il dopo elezioni. —
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