Gioco
Al Salumificio Rosi dagli anni Sessanta prodotti artigianali secondo la tradizione
I sapori dell’azienda di Cerretti protagonisti della cena di venerdì per la rassegna enogastronomica organizzata da Il Tirreno e Cna
La storia
Una storia fatta di passione e artigianalità del nostro territorio. Parliamo di salumi. Salumi di qualità garantita, realizzati con materie prime scelte, a cominciare dalle carni rigorosamente nazionali, per passare alle spezie e agli aromi che conferiscono quel tocco e quel sapore genuino inimitabili. Salumi importanti che nascono da un’azienda storica di Santa Maria a Monte, il Salumificio Rosi, in località Cerretti, e che saranno i grandi protagonisti della sesta tappa di “Artigiani in tavola”, la rassegna enogastronomica promossa da Il Tirreno in collaborazione con la Cna ed ospitata venerdì 24 maggio all’Osteria Bellavista ad Arena Metato con un’altra bella conviviale per esaltare i sapori di queste prelibatezze.
Al timone del salumificio, azienda conosciuta in Toscana e non solo, ci sono i fratelli Rosi, Riccardo e Silvio, due imprenditori che della qualità dei prodotti hanno saputo fare il loro biglietto da visita a cominciare dal salame toscano “ricetta classica”, realizzato esclusivamente con carni di spalla mondate a mano e con una stagionatura che varia da 20 a 70 giorni in funzione del calibro e della dimensione del prodotto per una vera e propria gioia per il palato, dove professionalità e storia si intrecciano.
Quella del salumificio Rosi è infatti una storia lunga, fatta di determinazione, coraggio ed innovazione, cavalcando i gusti ed i tempi che cambiano, ma non perdendo mai di vista il prodotto finale, realizzato sempre in maniera artigianale. Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, quando il fondatore Gaspero Rosi iniziò a lavorare in proprio, come allevatore di suini. Il boom economico e l’incremento dei consumi di carne dettero il via alla crescita dell’impresa nella quale nel frattempo era entrato a far parte anche il figlio Sauro.
«Con l’avvento di nostro padre Sauro - raccontano i fratelli Rosi - alla ditta si aggiunse un’importante novità: oltre all’allevamento prese il via anche la macellazione dei capi allevati ed in seguito le prime produzioni di salumi, tra le quali spiccò fin da subito il salame toscano, fiore all’occhiello dell’intera nostra produzione». Per arrivare al 1994, anno in cui, in base alle normative europee, venne costruito il nuovo impianto. Il salumificio abbandonò quindi la macellazione, ma si specializzò sempre più nella produzione dei salumi, salsicce e pancette, ed in particolar modo nel loro confezionamento. «Purtroppo un incendio - raccontano i fratelli Rosi - devastò l’intero stabilimento. E la nostra storia nell’ottobre del 2012 si interruppe bruscamente, per riprendere il 9 febbraio 2015 con l’inaugurazione di un nuovo stabilimento con una superficie totale di 2.500 metri quadri, e dotato dei più moderni impianti di produzione e di macchinari di ultima generazione, sia per la produzione che per il confezionamento».
Per i salumi Rosi c’è infatti solo l’imbarazzo della scelta: salame toscano, finocchiona, salsicce, pancetta nazionale, capocollo, lonzino e altri prodotti di tendenza quali le salamelle e la linea di salami di piccolo calibro “I Bracconieri”. «La nostra azienda si avvale di impianti e macchinari di ultima generazione, ed applica standard igienico-qualitativi rigorosi che hanno consentito il rilascio delle certificazioni internazionali Brc e Ifs, ai massimi livelli di conformità. Il tutto senza rinunciare al profilo artigianale dei processi di lavorazione e stagionatura». Questo il significato di qualità per il responsabile commerciale Stefano Ceselli, che collabora con i fratelli Rosi dal 2014. —
Roberta Galli
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
