Sicurezza
I manifestanti: «Torneremo con il corteo dopo le elezioni»
Gli organizzatori di Canapisa alzano il tono della protesta In cantiere una street parade «contro tutte le retroguardie»
Una disfida finita nel più classico pareggio. Canapisa da un parte e la Lega dall’altra. Entrambi hanno di che esultare o rammaricarsi. La Lega ottiene il no al corteo ma Canapisa c’è stata ed è stata fatta in centro.
Al sit-in anticanapisa del sindaco Michele Conti c’erano più forze dell’ordine di manifestanti tant’è che il palco era già stato smontato alle 17. Pochi anche i partecipanti al Canapisa colpa del “clima”, inteso sia come meteo che come tensione politica nei giorni precedenti, e anche del fatto che la manifestazione è stata “recintata” nella piazzola dei bus alla Stazione. Dei cinque furgoni che nelle edizioni precedenti pompavano musica, ne è rimasto uno. «Ma torneremo con una street parade subito dopo il voto delle europee» promettono gli organizzatori gettando un nuovo guanto di sfida per non far dormire sonni tranquilli alla giunta ed alla Lega.
«Si tratterà non di un “Canapisa bis” bensì di una street parade contro tutte le chiusure, le retroguardie di questa città che fioccano dal Comune ma anche ad esempio dall’università e dai bottegai»: dicono alcuni degli organizzatori.
«Vogliamo una street parade contro le politiche discriminatorie, contro la chiusura dei negozi multietnici, contro i no alla moschea, contro gli spazi universitari sottratti agli studenti» spiegano alcuni promotori di questa nuova street parade. Un’idea questa, partorita dopo un’assemblea notturna molto partecipata avvenuta due giorni fa. Robertino Barbieri del Cantiere Sanbernardo dice: «Conti ha annullato la libera manifestazione del pensiero. Quando il sindaco leghista sostiene che la propria opinione si può manifestare anche con un presidio blindato, è come se imponesse a Leonardo di dipingere la Monnalisa col velo. Chi manifesta ha il diritto di scegliere le modalità più efficaci mantenendo sempre il senso civico». Tiziana Nadalutti di Diritti in Comune aggiunge: «Conti ha creato un clima infuocato. E le persone non sopportano più questa tensione su qualsiasi argomento che sia la movida come la moschea come i diritti ad esprimere la propria opinione». Dario Danti, ex assessore alla cultura, aggiunge: «Ciò che ha fatto Conti, è particolarmente grave. Oggi è toccato a Canapisa domani a quale altra manifestazione? Lo stop alla street parade, è il frutto venefico delle pressioni esercitate da Salvini su prefettura e questura. Salvini dovrebbe starsene di più al Viminale invece di bighellonare di qua e di là, facendo telefonate a questo o quell’altro prefetto. La tristezza della piazza Vittorio Emanuele, praticamente deserta è sorella della piazza vuota a Milano, con Salvini». Federico Giusti del sindacato Sgb attacca anche il Pd dell’ex sindaco Marco Filippeschi, dicendo: «Ma vogliamo ammettere che anche Filippeschi ha imbavagliato Canapisa? Ed oggi, qui, del “nuovo” Pd chi c’è? Nessuno. Nonostante alcuni esponenti avessero firmato un documento condiviso con gli attivisti di Canapisa. Conti come fece Filippeschi, pensa solo ad ingrassare la pancia di alcuni commercianti».
Una cosa è certa, e cioè che anche la giornata di ieri, i residenti del quartiere della stazione, l’hanno vissuta sfiniti dalla presenza dei soliti spacciatori che «hanno incassato la tredicesima con Canapisa», dicono alcuni di loro. Se nella piazzetta della fermata dei bus, andava in scena la manifestazione tra balli reggae e slogan, nella galleria confinante con il Teatro Nuovo, gli spacciatori rifornivano un gran numero di nuovi clienti come testimoniano le foto inviateci dai residenti. «Purtroppo – intervengono alcuni consiglieri del M5S – questo è un modo tristemente noto di affrontare i problemi: quando non si riesce a gestire le situazioni critiche, le si convoglia nelle aree che di guai ne hanno già abbastanza. Si confida nel fatto che chi ha dovuto abituarsi a convivere con tanti disagi sia troppo rassegnato per alzare la voce» . —
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