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il caso 

Nuova moschea, annullato il via libera

Francesco Loi
Nuova moschea, annullato il via libera

Azione in autotutela del sovrintendente: «Errore materiale, l’atto verrà emesso di nuovo, emendato dei vizi riscontrati»

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PISA. Annullato. Sul parere favorevole (con prescrizioni) alla moschea, la Sovrintendenza fa marcia indietro. Almeno per ora. «Annullamento in autotutela», scrive il sovrintendente Andrea Muzzi in una lettera al Comune. In particolare, riguardo alla realizzazione del luogo di culto richiesta dall’associazione culturale islamica di Pisa, Muzzi «comunica che nella parte relativa alla tutela archeologica è stato riscontrato un errore materiale tale da provocare un vizio logico dell’atto». Di conseguenza «si procede all’annullamento».

La vicenda moschea si complica sempre più. Il braccio di ferro tra il Comune (contrario alla costruzione per motivi di eccessivo carico urbanistico nel quartiere di Porta a Lucca) e la comunità islamica si arricchisce di puntate e sorprese. Ottenuto il via libera della Sovrintendenza, il presidente dell’associazione islamica ed imam Mohammad Khalil era tornato a bussare con forza a Palazzo Gambacorti per avere, senza ulteriori indugi, il permesso a costruire. L’amministrazione Conti, di parere opposto, aveva deciso di fare ricorso. O, meglio, di presentare un riesame amministrativo del parere firmato da Muzzi al Segretariato regionale del ministero dei Beni culturali.

Di fronte alla domanda di riesame del Comune era stata rapidamente convocata la Commissione di Garanzia del Patrimonio Culturale che mercoledì avrebbe dovuto riunirsi. Convocazione che invece è stata cancellata proprio perché il sovrintendente ha comunicato lo stesso giorno, con evidente tempestività, l’annullamento in autotutela del parere favorevole alla moschea con prescrizioni.

La Sovrintendenza locale ha dunque bloccato tutto in modo spontaneo, certo dopo un vivacissimo dibattito sul tema e l’attacco diretto a Muzzi dell’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli. E questo solo a livello pubblico. Il parere della Sovrintendenza sul progetto della moschea era stato redatto diviso sostanzialmente in due sezioni. Una relativa al paesaggio, comprendente, tra l’altro, la richiesta di rotazione dell’edificio rispetto al disegno originario. La seconda invece relativa all’ambito archeologico. Dove si rileva come l’intervento di costruzione della moschea «si svolgerà in un’area ricompresa all’interno del perimetro della “Dichiarazione di importante interesse archeologico delle aree urbane di Pisa”».

Per questo era stato rilasciato il nulla osta, ma «condizionato alla possibilità di controllare i lavori di scavo e movimento terra in corso d’opera». Inoltre era stato «fatto obbligo di sospendere i lavori» se «si verificassero scoperte archeologiche». È in questa parte del parere che Muzzi ha riscontrato «un errore materiale» che ha provocato lo stop alle procedure. «L’atto - scrive il sovrintendente in conclusione - verrà quanto prima riemanato emendato dei vizi riscontrati». Il progetto moschea è sempre più un caso. —

Francesco Loi

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