Il Tirreno

Pisa

La denuncia dei pazienti: "Demoralizzati da chi ci fa sentire ancor più malati"

La lettera di otto utenti dell'ospedale di Cisanello che ricorrono frequentemente alle cure del policlinico e raccontano la loro odissea 

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Pisa. Siamo tra quei pazienti “fortunati” della terapia del dolore che possono accedere con la propria auto all'interno dell'ospedale perché, in quanto portatori di handicap motorio, siamo in possesso del permesso invalidi. Ma da quando è stato deciso di fare un unico accesso per entrare nei vari padiglioni dell'ospedale non possiamo più andare da soli al 30 E dove c'è la terapia del dolore, molto distante dall’edificio 10 dove è stato istituito l’ingresso unico. Abbiamo saputo che questa misura è stata attuata in previsione dei lavori per la costruzione del nuovo padiglione ospedaliero ed anche in risposta ai frequenti furti che ogni giorno vengono commessi all'interno dell'ospedale. Facciamo notare però che tutta la zona del 30 E e del 30 D è la più disagiata perché è transennata con doppie reti, di cui una è posta proprio a ridosso di quelle che erano le entrate/uscite dei reparti della terapia del dolore e di oculistica. Insomma, è tutto chiuso e quindi bisogna per forza passare dall'ingresso unico.

La situazione venutasi a creare è veramente brutta e demoralizzante, soprattutto perché tutte le persone che godono ancora di una seppur limitata autonomia, non possono più arrivare da sole nei vari padiglioni, ma devono comunque essere accompagnate da una persona che le salga sulle seggioline gialle con le ruote poste all'ingresso principale, che però non possono essere manovrate dall'utente e quindi vanno spinte. Non ci sono volontari adibiti allo scopo e tantomeno è possibile rivolgersi al personale ospedaliero già ridotto ai minimi termini. Tra l'altro, il parcheggio più vicino all'edificio 10 dove è situato l'ingresso è veramente esiguo perché ha solo una decina di posti di cui solo 3 per disabili e quindi anche chi può accedere con la propria auto all'interno dell'ospedale, spesso non trova dove lasciare la propria auto. È pur vero che all'altezza del reparto dialisi c'è un ingresso temporaneo, molto poco visibile, ma lì non è possibile lasciare le auto in sosta, e all'interno non ci sono neppure le sedie gialle con le ruote. Insomma, l'unica soluzione è cercare un amico o un parente che rinunci al lavoro per un giorno per accompagnare il paziente all'ospedale, lasciarlo sulla sedia gialla, cercare parcheggio e poi venirlo a prendere per portarlo a destinazione.

Non riteniamo che sia giusto rendere inermi tutte quelle persone che potrebbero farcela da sole, se a qualcuno non fosse venuta l'idea di fare un unico ingresso rendendo tra l'altro più insicuro l'interno dell'ospedale stesso. Facciamo rilevare che si tratta anche di un problema di sicurezza interna, perché se capita qualcosa nei reparti, che sono transennati, non è possibile uscire perché le porte di sicurezza sono bloccate: e quindi molti pazienti richiano la propria incolumità personale. Passeranno anni prima della fine dei lavori per la costruzione del nuovo policlinico e intanto questa situazione rischia di divenire sempre più insostenibile per tutti, operatori compresi.

I firmatari della lettera denuncia: Adriano Zaccagnini, Pisa; Federico Agostini, Fivizzano; Giacomo Saviozzi, Cascina; Maria Teresa Leoni, Pisa; Matteo Marchi, Grosseto; Nella Guelfi, Pisa; Rossella Moltomoli, Collesalvetti; Gemma Chiaverini, Cascina.
 

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