Il Tirreno

Pisa

le reazioni delle associazioni 

Esulta Confcommercio, invece Confesercenti non sarà in piazza Vittorio

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pisa. Canapisa sarà solo un presidio e ConfcommercioPisa esulta. «Confinare Canapisa alla stazione non risolve il problema di un evento incompatibile con la città» dice invece la sponda Confesercenti.

Commenta soddisfatto il direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli: «L’obiettivo di liberare la città da questo indecoroso corteo è stato raggiunto e da qui il nostro ringraziamento per questa opportuna decisione indirizzato al prefetto Castaldo e al questore Rossi che hanno saputo assumersi la responsabilità di questa decisione. Un grazie anche al sindaco Michele Conti per la tenacia e la caparbietà con la quale ha tenuto il punto. Questa decisione è l’inizio di un processo di discontinuità rispetto all’idea che ha dominato negli ultimi dieci anni di una Pisa destinata sempre e comunque ad essere calpestata e dequalificata. Il messaggio che passa è di senso completamente opposto e la stessa decisione del comitato per la sicurezza di imporre agli organizzatori la presenza di un numero adeguato di steward e il divieto di vendere alcolici va in questa direzione. Come Confcommercio saremo presenti al presidio promosso dal Comune e da noi condiviso, sotto lo slogan “Difendiamo Pisa”».

Il ritrovo del presidio per la legalità è fissato alle 16 di sabato in piazza Vittorio Emanuele II. Confesercenti però non ci sarà. «L’obiettivo deve essere la sua cancellazione almeno nel 2020 - spiega Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord -. Per questo non siamo soddisfatti della decisione di prefetto e questore, considerando le conseguenze che subiranno le attività commerciali di un intero quartiere. Un presidio è sicuramente diverso da un corteo, ma non possiamo certo essere soddisfatti di questa soluzione». Micheletti parla anche dalla contromanifestazione in piazza Vittorio Emanuele organizzata dai partiti della maggioranza. «Noi non parteciperemo - dichiara -. Avevamo già espresso le nostre perplessità su una simile iniziativa e sull’ipotesi di una passeggiata. Il presidio porterà ad una militarizzazione anche di piazza Vittorio Emanuele II, tagliando quindi ogni possibilità di accesso all’asse commerciale per chi proviene da sud». —

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