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Dimenticò la figlia in auto: la forza di vivere dopo la tragedia più grande

Valentina Landucci
Dimenticò la figlia in auto: la forza di vivere dopo la tragedia più grande

Daniele Carli quasi un anno fa - era il 18 maggio del 2018 - di buon mattino, usciva da casa con la sua bimba in auto. Doveva lasciarla all’asilo nido e poi andare al lavoro a San Piero a Grado. Ma a scuola Giorgia arrivò solo nella mente del suo papà, colpito, lo ha stabilito una perizia, da una temporanea amnesia dissociativa

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È un tempo che non si misura con l’orologio. È scandito dai rintocchi della fantasia, dalla voce che si fa profonda e forte quando entra in scena il burattinaio barbuto Mangiafuoco, dolce e sottile se a parlare è la fata Turchina. Ed è un tempo colorato: con il giallo dell’allegria, il nero della paura, il verde della pace ritrovata. Mamme e papà cantastorie, seduti sul bordo del letto, tornano piccoli nel far diventare grandi i loro bambini. Questo tempo delle storie è il tempo della piccola Giorgia che vive in ogni illustrazione, in ogni parola dei libri che tanti altri bimbi come lei leggeranno o si faranno leggere dai genitori e dalle maestre. Libri donati in sua memoria, per farla vivere in quelle pagine giorno dopo giorno.

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Quegli stessi, del resto, che papà Daniele e mamma Gabriella le leggevano, a lei e alla sorellina più grande, in quello spazio infinito che diventano le camere dei bambini quando le luci si fanno soffuse, si spengono tv, telefoni e tablet. Lì, in quello spazio, una mamma e un papà hanno trovato il coraggio di guardare dentro il proprio cuore e ci hanno trovato la forza di andare avanti anche dopo la più grande delle tragedie che un genitore possa immaginare. Daniele Carli quasi un anno fa - era il 18 maggio del 2018 - di buon mattino, usciva da casa con la sua bimba in auto. Doveva lasciarla all’asilo nido e poi andare al lavoro a San Piero a Grado. Ma a scuola Giorgia arrivò solo nella mente del suo papà, colpito, lo ha stabilito una perizia, da una temporanea amnesia dissociativa.

Un buco nero, un black out del cervello improvviso quanto asintomatico. Solo troppo tardi ci si accorse che la piccola di 11 mesi era rimasta addormentata nel seggiolino dell’auto. Fu una telefonata della mamma, Gabriella Perrone, a far scoprire la tragedia.Quasi un anno dopo Daniele con in braccio la figlia più grande e al fianco di mamma Gabriella, ha consegnato alle maestre e agli alunni di una scuola di Scarlino, comune dove è cresciuto e dove ancora vive la sua famiglia, la prima di una lunga serie di valigie di libri comprati con i soldi raccolti per ricordare Giorgia che andranno ad arricchire gli scaffali delle scuole e le giornate degli alunni di tanti istituti di Scarlino e anche di Pisa.

Daniele ha raccontato alle maestre e agli alunni compagni della sua bambina delle storie che le leggeva, dei sogni e degli incubi del dopo. Con coraggio, il coraggio di vivere. Oggi lo chiameremmo resilienza. Quel coraggio che non manca mai nelle storie dei bambini, vecchie e nuove. Come quella del burattino Pinocchio, che dopo tanti errori e inciampi, va in cerca del suo babbo, lo salva e per premio diventa un bambino vero.

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di Redazione web