Il Tirreno

Pisa

Riesumata la salma di Emanuele Scieri. L'incarico a una super consulente

Emanuele Scieri
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Emanuele Scieri

Presenti nel cimitero di Noto i familiari. Il parà morì nel 1999 nella caserma Gamerra di Pisa, le spoglie sono destinate all'istituto di medicina legale di Milano

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PISA. Si sono concluse stamanI, martedì 14 maggio, le operazioni di riesumazione del cadavere di Emanuele Scieri, il parà siracusano trovato morto nell’agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa, per il cui decesso è stata riaperta una inchiesta nel 2017 dalla procura della città toscana. Presenti i familiari che non hanno mai smesso di chiedere verità e giustizia sul caso.

Le spoglie, custodite nel cimitero di Noto (Siracusa), sono destinate all’Istituto di medicina legale di Milano dove i periti nella giornata di domani inizieranno nuovi esami autoptici e analisi sulla scorta dei quesiti posti dai magistrati. Lo scopo degli inquirenti è ricostruire le ultime ore di vita del militare e verificare le responsabilità dei tre ex commilitoni della vittima, accusati di concorso in omicidio. 

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Ed è alla professoressa Cristina Cattaneo che la Procura ha affidato l’incarico per l’autopsia sui resti di Emanuele Scieri, il parà 26enne, originario di Siracusa, trovato morto il 16 agosto 1999 ai piedi della torre di asciugatura dei paracadute nella caserma Gamerra. Si tratta di una big della medicina legale italiana. Un nome spesso associato ai casi giudiziari più controversi degli ultimi anni. Docente universitaria e anche scrittrice, “Naufraghi senza volto” il suo ultimo libro, capace di rendere la ricerca della verità indagando su un cadavere avvincente come un romanzo.

 La riesumazione del corpo, o meglio di quello che resta, è un passaggio che per l’accusa servirà a ottenere eventuali risposte sulla morte di Emanuele. La chiave di volta dell’inchiesta che diventerà con ogni probabilità un processo da Corte d’Assise è se Scieri poteva essere salvato oppure no dopo la caduta dalla torre nel contesto di nonnismo. Averlo abbandonato agonizzante per la Procura significa aver commesso un omicidio volontario. In caso di morte istantanea saremmo nell’ambito del preterintenzionale e allora la vicenda processuale potrebbe dirsi conclusa.

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