Bambina morta in auto, babbo Daniele e la forza di ricominciare: 15mila euro di libri per le scuole
La tragedia un anno fa. Anche a Pisa, in suo nome, un progetto sperimentale per proteggere i più piccoli
PISA. Giorgia non aveva ancora spento la sua prima candelina. Il 18 maggio di un anno fa morì nell’auto del papà nel parcheggio dell’azienda dove lavorava. Il padre Daniele Carli, ingegnere della Continental di San Piero a Grado, originario di Scarlino, era convinto di averla portata all’asilo. Da allora non si è dato pace. Non troppo tempo dopo la tragedia, Daniele e la moglie Gabriella hanno lanciato una raccolta fondi in nome di Giorgia per comprare libri per le scuole e promuovere l’amore per la lettura. «Giorgia quando è venuta a mancare aveva poco più di 11 mesi – racconta l’ingegnere –. Già a quell’età la sera prima di andare a letto facevamo letture insieme, era un periodo bello in cui la bimba stava insieme a noi e vivevamo in maniera felice questo momento: abbiamo pensato che l’iniziativa fosse una cosa bella, oltre a rafforzare il rapporto coi bimbi, anche per trasmettere il valore, l’importanza e il significato dei libri nelle famiglie».
L’iniziativa ha raccolto circa 15mila euro: soldi finalizzati all’acquisto di libri per gli asili nido e le materne dei Comuni di Pisa e di Scarlino e Gavorrano dove Carli è cresciuto. Il progetto si chiama “La valigia di Giorgia”, perché «quando abbiamo visto che i soldi superavano una certa cifra, abbiamo capito che potevamo donare intere “valigie” di libri». Domenica scorsa nella sala Auser di Scarlino è avvenuta la donazione ai Comuni di Scarlino e Gavorrano (seguirà a Pisa). Daniele era lì con la moglie e la figlia più grande.
Un’occasione per parlare anche dell’altra iniziativa di cui la famiglia Carli si è fatta promotrice, una campagna lanciata dall’associazione di Rosignano Gaia Oneda per diffondere sistemi di controllo tramite badge sulla presenza dei bimbi all’asilo. «Grazie all’assessore regionale Cristina Grieco e al consigliere regionale Antonio Mazzeo – ha spiegato il papà della piccola Giorgia – è nata una proposta di legge regionale, prima in Europa, che impone agli asili di dotarsi di badge da strisciare e che sta diventando realtà in tutta la Toscana». Un sistema di allerta per impedire che quanto accaduto a Giorgia non capiti di nuovo.
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