Il Tirreno

Pisa

L’Incile apre le porte a sogni e progetti Il sindaco: qui vogliamo i nostri Navigli

Danilo Renzullo
L’Incile apre le porte a sogni e progetti Il sindaco: qui vogliamo i nostri Navigli

Inaugurato il passaggio tra l’Arno ed i Navicelli. Conti pensa alla crescita della nautica e al decentramento della movida

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Quando i semafori installati ai lati delle porte vinciane si colorano di verde, le acque salmastre dell’Arno incontrano finalmente il lento scorrere di quelle del canale dei Navicelli. L’apertura dei grandi blocchi d’acciaio che fino a ieri hanno separato i due corsi d’acqua, ha indicato quella che potrebbe essere la nuova strada di sviluppo per la città. Con l’inaugurazione dell’Incile, Pisa guarda al futuro, riscoprendo al tempo stesso le sue origini.

Dopo 76 anni di attesa, la città ha un secondo sbocco al mare. Una strada di acqua che unisce Pisa a Livorno, il porto di Boccadarno a quello labronico, e getta le basi per un potenziamento delle attività cantieristiche, ma non solo. In futuro, il periferico quartiere di Porta a Mare potrebbe diventare il cuore pulsante della città produttiva. Il potenziamento del settore nautico sarà accompagnato anche dall’incremento turistico e da una probabile cittadella dedicata agli studenti e ai più giovani. O, almeno, queste sono le intenzioni dell’amministrazione comunale, presente al gran completo sull’imbarcazione che per prima ha “navigato” l’Incile dopo oltre sette decenni (presenti anche l’onorevole Edoardo Ziello, il presidente della commissione trasporti Alessandro Morelli e l’amministratore unico della Navicelli Srl Salvatore Pisano), che ha suggellato quella che il sindaco Michele Conti ha definito «una pagina storica per Pisa» con un taglio del nastro sulle note dell’inno di Mameli. E pazienza se per i più superstiziosi i tre tentativi del primo cittadino di “varare” l’Incile con il classico rito dello spumante, reso impossibile dalla resistenza della bottiglia, potrebbero diventare sinonimo di un futuro in salita.

A confermare l’importanza dell’apertura della nuova, antica via d’acqua sono stati gli applausi delle decine di persone che hanno affollato le sponde di quell’area che, in futuro, potrebbe ospitare i “Navigli pisani”. L’apertura dell’Incile sarà infatti accompagnata dalla riqualificazione e dalla rivitalizzazione di quel pezzo di città che corre lungo via di Viaccia, per decenni rimasto “nascosto”. «Abbiamo avviato un’interlocuzione con la proprietà dell’ex Laterizi Donati mettendo in campo un’idea di recupero e di riqualificazione di quella vasta area che attualmente versa in uno stato di degrado - sottolinea il primo cittadino -. Tra qualche anno spero di vederla affollata di ragazzi e locali. Ecco, su quelle sponde immagino la nascita dei Navigli pisani».

Con studentati, ristoranti e locali che, sull’esempio di Milano, possano accogliere la movida e, a pochi metri di distanza, turisti e visitatori che si godono la città dall’Arno attraversandolo a bordo di piccole imbarcazioni.

«Torna possibile la navigazione tra l’Arno e il canale dei Navicelli, ma il nostro è un fiume “deserto”. Lo vogliamo rivitalizzare favorendo il passaggio di imbarcazioni turistiche. C’è anche un vecchio progetto della Navicelli che vogliamo recuperare: mettere in funzione una serie di battelli che, da Cisanello, possano attraversare la città navigando l’Arno», conclude Conti indicando il futuro della Pisa navigabile. —



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