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Pisa

«Così il nuovo collegamento potrà spingere lo sviluppo»

Francesco Loi
«Così il nuovo collegamento potrà spingere lo sviluppo»

Bonadio: area pisana sempre più centrale nel nodo logistico dell’Alto Tirreno insieme a Livorno e Piombino. L’intreccio di infrastrutture è di livello europeo

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PISA. «Il collegamento tra Arno e Navicelli renderà più importante Pisa nel nodo logistico Alto Tirreno in sinergia con il porto di Livorno», dice l’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana e componente del consiglio di amministrazione di Toscana Aeroporti.

Ingegner Bonadio, spieghi in quale contesto si sviluppa la sua riflessione…

«Nel marzo 2017 è stata costituita l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, nella quale sono confluite l’Autorità portuale di Livorno e quella di Piombino e dell’Elba. Oggi rappresenta una delle prime realtà italiane in termini di volumi movimentati, diversificazione produttiva e valore economico. Nel dicembre 2017 l’Autorità ha approvato il Piano Operativo Triennale 2018-2021».

Che significato hanno tutti questi elementi?

«Questo sistema unitario risponde pienamente al concetto di “nodo” come definito dalle linee guida europee sulle Ten-T: infrastrutture di più modalità di trasporto (marittima, ferroviaria, stradale, vie d’acqua interne ed aeroportuale), combinate funzionalmente e connesse. L’offerta è una varietà di servizi ulteriori rispetto al semplice trasporto ed instradamento di merci e persone. Inoltre, gli interventi in corso e programmati vanno considerati come “opere d’interesse unitario regionale”, funzionali al posizionamento strategico della Toscana».

E in questa prospettiva l’area pisana che ruolo ha?

«È il centro che garantisce la connettività (di merci, persone e dati) tra il nodo logistico dell’Alto Tirreno e l’area metropolitana della Toscana Centrale, in direzione dei corridoi trans-europei (nord-sud ed est-ovest). Si pensi al potenziamento dei collegamenti ferroviari (merci e passeggeri) Collesalvetti-Pisa e sull’asse Pisa-Firenze già allo studio di fattibilità da parte di Rfi».

Ma quali vantaggi si possono avere sul territorio?

«Sono interventi ferroviari di “piccola scala” in grado di ottimizzare le funzioni portuali ed industriali di Livorno e di Piombino, e dell’Interporto Vespucci. E sono in grado di innalzare i livelli di sicurezza del nodo ferroviario urbano di Pisa che registra una forte commistione merci-passeggeri, liberando al contempo importanti risorse di infrastrutture/tracce verso Firenze da destinare alla mobilità passeggeri (pendolari e turistici), magari anche attraverso la velocizzazione semaforica».

E in questo le vie d’acqua come si valorizzano?

«Dentro il “nodo” con Livorno e Piombino, la Darsena Pisana ha una funzione portuale su via d’acqua (collegata al porto di Livorno dal canale dei Navicelli ed all’Arno dall’Incile), con funzioni logistiche, industriali e distributive legate a settori ad alto potenziale di crescita quali la nautica e l’e-commerce, con specializzazione di “City Logistic” per un’ area di oltre 200mila abitanti».

Anche l’aeroporto può rientrare in questo ambito?

«Sicuramente. Non solo per il trasporto persone, ma anche per il trasporto merci. Il Centro Cargo vede sempre più aumentare il proprio traffico. Inoltre una sempre più stretta collaborazione tra porti ed aeroporto potrà favorire il flusso turistico con “crociere di testa”, aumentando il traffico sia portuale che aeroportuale. Si aggiunga poi che l’Università e le Scuole di eccellenza (Sant’Anna, Normale e Centri di Ricerca) offrono tutte le possibilità per ammodernare produzione e processo dell’industria. Per tutto questo, il nodo logistico ha le caratteristiche per proporsi come “terminale nel mare Tirreno settentrionale” della Via della seta». —

Francesco Loi

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