La protesta
Cna: navigabilità del fiume necessaria ai rimessaggi
PISA. «L’ultima vera sfida parte da domani, la “navigabilità” da Pisa fino alla foce». Così la Cna dopo l’inaugurazione dell’Incile. «Questo è un grande risultato - esordisce il presidente Cna, Matteo Giusti -. Un’opera strategica che il territorio aspetta dagli anni Settanta e che completa un percorso di quasi dieci anni per la realizzazione, iniziato con Paolo Fontanelli e proseguita con la giunta Filippeschi. Unitamente alla soddisfazione segnaliamo però che occorre compiere un altro passaggio decisivo per chiudere il cerchio o, meglio, il circuito tra Arno, mare e Navicelli». La navigabilità dell’Arno oggi è classificata solo da Firenze fino a Pisa, al ponte della Cittadella (in corrispondenza del “Vecchio Sostegno” ovvero, l’ingresso al canale dei Navicelli), ma non da lì fino al mare.
«Come Cna le prime richieste in questa direzione risalgono al 2004. Secondo il nostro punto di vista - osserva Gustavo Elmi di Cna Nautica - con la classificazione del tratto finale dell’Arno come via navigabile ci sarebbe la possibilità che anche le concessioni demaniali mutino di natura e quindi che si possa passare, dall’attuale Demanio Idrico che ha come principale funzione la sicurezza idraulica, al Demanio Fluviale dove lo scopo principale, nel rispetto della sicurezza idraulica, è la navigabilità, comprese le strutture inerenti e le attività connesse. Queste novità rappresenterebbero un contributo decisivo per la vocazione funzionale dell’area golenale e le attività di rimessaggio sull’Arno». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google