«Canapisa non si deve tenere, siamo pronti a fare esposti»
Pieragnoli: dalla prefettura ci dicono che saranno applicate le direttive, allora saranno obbligatorie per gli organizzatori tutte le autorizzazioni
PISA. «Continuiamo a sperare che Canapisa non si faccia, ma i nostri legali sono già pronti per valutare gli eventuali profili di illegalità che ci saranno durante il corteo». ConfcommercioPisa non molla la presa sulla street parade antiproibizionista per bocca del suo direttore Federico Pieragnoli.
«Dalla prefettura - dice - ci informano che faranno applicare le direttive e rispettare le leggi. Benissimo, non chiediamo altro che il necessario e puntuale rispetto della legalità. Possiamo quindi immaginare che per questa edizione, qualora fosse consentita, non ci sarà ad esempio nessun autocarro lungo il corteo pronto a rifornire di alcolici di ogni tipo i partecipanti a Canapisa. Ma se camion e carri ci saranno come sempre è avvenuto, allora sarà obbligatorio che gli organizzatori siano in possesso delle necessarie licenze ed autorizzazioni per la somministrazione di alcolici. Viceversa, se così non fosse, attraverso i nostri legali siamo già pronti ad un esposto, anche perché non possiamo più accettare che ai locali e pubblici esercizi della città sia severamente vietata la vendita di qualsiasi bevanda, mentre ai camion di Canapisa, come si muovessero in uno spazio extra-legale, sia concesso di tutto e di più».
Per ConfcommercioPisa consentire Canapisa ancora una volta rappresenta uno schiaffo bello e buono alla città: «È un bruttissimo film che abbiamo già visto troppe volte: alla fine sarà ancora una volta la città onesta e perbene a dover pagare in termini di restrizioni alla libertà e sicurezza personale, di immagine e decoro, al netto di sporcizia e devastazioni, e di forte penalizzazione agli affari di commercianti ed imprenditori del centro storico, rispetto ad una manifestazione che fa dell’illegalità la propria essenza e ragione d’essere. Il perché Pisa debba sopportare ininterrottamente tutto questo da vent’anni francamente non riusciamo proprio a comprenderlo».
Domani si riunirà ancora una volta il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. E dovrebbe essere la riunione che porta alla decisione finale. Per ora tutto lascia pensare che Canapisa ci sarà, ma con un percorso diverso da quello delle passate edizioni, meno centrale in partenza e con approdo in periferia, ad Ospedaletto. «Se fossimo a quel tavolo - conclude Pieragnoli - diremmo semplicemente che Canapisa non si può fare: per legge, cioè per comprovati motivi di sicurezza ed incolumità pubblica, alla luce delle cronache delle precedenti 18 manifestazioni, e per opportunità rispetto ad una città come Pisa che con i disvalori di quella manifestazione non vuole avere niente a che fare». —
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