Il Tirreno

Pisa

il caso 

La colonia felina sulla Bigattiera a rischio sfratto

Donatella Lascar

L’area, prima demaniale, è stata venduta ad un privato Ora per i gatti dovrà essere trovata un’altra sistemazione

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marina. Quella sulla Bigattiera è la colonia felina della discordia. Qualche settimana fa è diventata oggetto di atti vandalici. E di pochi giorni fa la conferma: i gatti dovranno andarsene da lì. L’area, origibnariamente demaniale e affidata in concessione negli anni, è stata messa in vendita e acquisita da un privato. E per i gtatti non c’è più posto.

Ma andiamo per ordine. Nei giorni scorsi la porticina in legno, messa a protezione del casottino dove si trovano le cucce dei gatti, tre settimane fa è stata completamente scardinata. E Caterina Militello, la gattara che si occupa della colonia regolarmente censita e registrata, ne è rimasta profondamente colpita. «Ci sono rimasta molto male – racconta la donna –. Quella porticina l’avevo fatta fare io a mio marito per proteggere i gatti dalle volpi e dai cinghiali. A chi possono dare noia questi gatti che praticamente vivono in pineta?». Il terreno dove si trova la colonia apparteneva, come detto, al Demanio che, a quanto pare, recentemente l’ha venduto a dei privati e dall’ufficio ambiente del Comune è scattata la richiesta alla gattara Militello, di provvedere a spostare la colonia. Una richiesta che era già stata avanzata anche quando quel terreno era stato dato in concessione alla Croce Rossa che ha sede sul litorale, per farne un campeggio per disabili e persone meno abbienti. La concessione in seguito non è stata rinnovata e quindi il progetto è sfumato e il Demanio ha venduto e quella colonia è diventata nuovamente scomoda.

Alla colonia hanno fatto visita sia il direttore sanitario della Asl veterinaria Marco Del Torto che la senatrice della Lega Rosellina Sbrana, e inizialmente sembrava non fosse necessario uno spostamento radicale. Per la colonia - era stato detto alla signora che si occupa degli animali - sembrava fosse sufficente indivioduare un’area defilata, sempre all’interno della pineta circostante anche perché, per quel terreno, esiste una scheda tecnica in base alla quale non può esservi realizzato altro che un campeggio o cose simili perché siamo all’interno del Parco. Fino a quattro anni fa, in quell’area c’era un campo nomadi, poi smantellato e la colonia felina esisteva già. Inizialmente contava circa quaranta gatti che, dopo adozioni, morti naturali e sterilizzazioni, oggi si è ridotta a venticinque esemplari. «Io ho cominciato ad occuparmi della colonia dopo che il campo Rom è stato smantellato – racconta Militello – perché mi hanno chiamata delle volontarie. Facendo parte di un’associazione animalista, insieme al Comune ci siamo adoperati per le sterilizzazioni, le adozioni e le applicazioni dei microcip. A questi gatti vado a dare da mangiare tutti i giorni dopo il lavoro, cerco di tenere pulito, ma c’è sempre qualcuno, anche per le altre colonie di cui mi occupo, ai quali questi gatti danno noia. Quello che chiedo è che la colonia venga spostata leggermente, la pineta è grande. Questo perché, in base alla mia esperienza, tutte le volte che una colonia viene spostata, i gatti generalmente muoiono. Io dico che devono restare lì». —

Donatella Lascar

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