Il Tirreno

Pisa

Canapisa, la proposta: niente festa finale, in cambio sfilata quasi in centro

Danilo Renzullo
Canapisa, la proposta: niente festa finale, in cambio sfilata quasi in centro

La mossa degli antiproibizionist, ma il questore rifiuta la partenza e il ritorno alla stazione. La Lega: va vietata

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PISA. La rinuncia del raduno finale in cambio di un percorso cittadino. A quasi una settimana da quella che si annuncia come l’ennesima “invasione” di antiproibizionisti, l’accordo sul tragitto della 19esima edizione di Canapisa ancora non c’è. Il braccio di ferro sul percorso della street-parade in programma per il prossimo 18 maggio si arricchisce però di una nuova proposta. Quella depositata ieri in questura dagli organizzatori che prevede un percorso “semicentrale” con partenza e arrivo nell’area della stazione. Ma il questore Paolo Rossi , su un percorso perimetrale rispetto al centro, avrebbe storto la bocca.

I promotori della manifestazione si dicono però pronti a rinunciare al raduno finale (concerti e varie iniziative) in “cambio” di un tragitto centrale. In questo caso, la manifestazione si scioglierà e non confluirà nel concentramento finale. Una soluzione alternativa che secondo gli organizzatori può coniugare la volontà di portare in centro le tematiche proibizioniste e l’esigenza emersa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di delocalizzare in periferia l’iniziativa, vista anche l’organizzazione di almeno altre tre manifestazioni in centro città, tra cui quella annunciata dal sindaco Michele Conti in contrapposizione al Canapisa che si svolgerà in piazza Vittorio Emanuele II.

Nel lungo braccio di ferro per l’individuazione del percorso, l’unica certezza sembra essere l’area della stazione come punto di partenza della street-parade. La zona è stata individuata anche dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nella proposta di “sfilata periferica” sottoposta e, per il momento, rifiutata dai promotori di Canapisa. L’assemblea dell’Osservatorio antiproibizionista, soggetto organizzatore dell’iniziativa, ha infatti ribadito il no alla proposta che prevede la partenza dalla zona della stazione e l’arrivo nell’area Expo di Ospedaletto per il raduno finale.

«Stiamo lavorando e trattando su un percorso alternativo a quello proposto e che, almeno in parte, passi dal centro - dicono gli organizzatori -. Non intendiamo sfilare nel nulla, ma vogliamo portare in piazza e mettere al centro della discussione i temi delle droghe e del proibizionismo. Tabù che vanno affrontati concretamente». —


Ceccardi e Ziello: vietare lo schifo che raccoglie spacciatori e drogati
«Vieterò qualsiasi festa della canna. A Pisa, Milano, Torino e Roma». A dirlo è stato il ministro Matteo Salvini in tv a Otto e Mezzo riferendosi anche a Canapisa. A Salvini si appella anche Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina e coordinatrice della Lega toscana. «Per noi è stato un preciso impegno in campagna elettorale e per questo chiediamo aiuto al ministro Salvini: basta con Canapisa, che raccoglie a Pisa tutti gli spacciatori d’Italia e i consumatori di droga - sottolinea -. È ora di chiudere con questo schifo».

E il deputato Edoardo Ziello: «Mi auguro che si ponga fine alla squallore di Canapisa. Rivolgo un appello al questore Paolo Rossi: non è di certo improbabile che la manifestazione possa degenerare in disordini o, quantomeno, provocare anche solo incidenti o danni proprio a causa dal consumo contestuale di cannabis. Meglio un supplemento di riflessione oggi, che la conta dei danni domani».

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