Il dolore
Bimbo nato morto, imputati medici e ostetrica
Chiesto il rinvio a giudizio per i tre professionisti accusati di aver sottovalutato la sofferenza del bimbo poco prima del parto
san giuliano terme. Non si accorsero della sofferenza del feto. E in quel lasso di tempo anziché procedere con un parto cesario la situazione non venne affrontata come il protocollo avrebbe imposto. Con almeno un paio d’ore di ritardo, secondo l’accusa, il medico subentrato ai colleghi smontanti seguì il parto. Ma il feto era già morto nel grembo della mamma. Fu estratto un corpicino a cui i genitori vollero, comunque, dare un nome.
Accusati di cooperazione in omicidio colposo, per due medici e un’ostetrica dell’ospedale San Luca di Lucca il sostituto procuratore Lucia Rugani ha chiesto il rinvio a giudizio. A giugno l’udienza preliminare davanti al gip Simone Silvestri.
Si tratta della ginecologa Annalisa Pola, 38 anni, di Agrigento, residente a Lucca, difesa dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Davide Manzo; di Stefania Antichi, 38 anni, ostetrica, di San Giuliano Terme, assistita dall’avvocato Marco Meoli; del dottor Giovanni Lencioni, 57 anni, di Zone (Capannori), difeso dall’avvocato Gian Felice Cesaretti.
I genitori del piccolo, lui 40 anni, lei 38, si sono affidati all’avvocato Veronica Nelli e si costituiranno parte civile nel procedimento penale.
L’episodio al centro della vicenda accadde nel primo pomeriggio del 30 giugno 2016. Per la Procura durante il travaglio della giovane puerpera la ginecologa e l’ostetrica di turno non valutarono con la dovuta attenzione il tracciato cardiotocografico del periodo 13.10-13.40 che indicava come vi fossero problemi di ipossia e sofferenza fetale. In quella circostanza per i due consulenti tecnici del sostituto - il professor Marco Di Paolo e il ginecologo Salvatore Felis della clinica San Martino di Genova - si sarebbe dovuto intervenire chirurgicamente sulla donna praticando un cesareo. Invece l’intervento fu tardivo: successivo alle 15,30.
Il bambino venne fattonascere con l’ausilio della ventosa ostetrica alle 15.44. Pesava 3,7 kg.
Secondo la Procura nella fase finale del parto (dopo le 12,40-13,30, «tempo nel quale erano in servizio i ginecologi Pola e Lencioni che si allontanava dal reparto alle 13,30 anziché alle 14 senza accertarsi della effettiva presenza in servizio del medico che sarebbe dovuto subentrare alle 14 che di fatto prendeva servizio solo alle 15,30) la cardiotocografia evidenziava una grave sofferenza fetale che veniva totalmente trascurata». Un segnale chiaro, ma ignorato. —
Pietro Barghigiani
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