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gli spareggi per la promozione 

Corrado trascina la città verso il sogno B: «Ci crediamo, anche perché la meritiamo»

Antonio Scuglia
Corrado trascina la città verso il sogno B: «Ci crediamo, anche perché la meritiamo»

Tra dieci giorni la prima partita. L’amministratore delegato dei nerazzurri: abbiamo gestito bene i momenti difficili

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Tra dieci giorni inizierà l’avventura del Pisa nei playoff: ventotto squadre in lizza, due di queste approderanno in serie B. E migliaia di pisani sono in fermento per la squadra del cuore dopo una regular season contrassegnata da una rimonta imperiosa che ha portato al terzo posto. Ne parliamo con Giovanni Corrado, amministratore delegato del Pisa.

Corrado, c’è stato un momento del campionato in cui avete capito che era arrivata la svolta?

«Il nostro è stato un percorso quotidiano, di maturazione del gruppo, e gli episodi che ci hanno mostrato le potenzialità della squadra sono stati tanti, cioè ci sono stati molti momenti delicati che sono stati gestiti nel modo giusto. Uno però ha avuto una valenza particolare: nella gara di ritorno con la Pistoiese il rigore avversario, che la 90’ avrebbe potuto vanificare i nostri sforzi, fu sbagliato. Fu importante perché venivamo da una serie di occasioni in cui avevamo giocato bene ma gli episodi erano stati sfavorevoli: Siena, Alessandria, Piacenza, Arezzo… Quindi evitammo una beffa che avrebbe potuto minare il morale di tutti, e forse arrivò la sensazione che il destino avesse smesso di accanirsi contro di noi».

Ma il morale della società com’era?

«Abbiamo avuto sempre la sensazione che allenatore e squadra fossero all’altezza, anche quando la classifica diceva cose diverse da quelle che vediamo ora. Perché nel lavoro quotidiano vedevamo serenità, impegno e spirito di gruppo. Cose che poi la domenica percepiva anche il pubblico, che non ha mai smesso di incitarci».

Quanta importanza ha avuto il lavoro dell’allenatore D’Angelo?

«Moltissima. Il nostro mister è una persona intelligente, capace sia sul piano gestionale che tecnico e sempre aperto al confronto. Non è un caso che sia benvoluto sia da chi ha giocato di più sia da coloro che per forza di cose hanno avuto meno spazio. Aveva già un’opzione per il rinnovo del contratto, abbiamo preferito anticipare i tempi per rinnovo perché ci sembrava il giusto merito per il lavoro svolto».

Di certo, la squadra gli ha dato una mano con le sue prestazioni.

«Capisco che possa sembrare una frase fatta, ma questo gruppo ha al suo interno valori umani importanti: sia in chi è rimasto dalla passata stagione, sia in chi è arrivato l’estate scorsa o a stagione iniziata. Ragionare come una squadra anziché privilegiare il proprio interesse immediato fa la differenza, e nella scelta dei giocatori abbiamo preferito guardare una partita in meno e avere un colloquio in più».

Quali saranno gli avversari più pericolosi nei playoff?

«Abbiamo visto moltissime partite dal vero, del nostro e degli altri gironi. Nel nostro c’erano molte squadre competitive, ma i playoff fanno storia a sé. L’anno scorso il Cosenza, arrivato quinto, non era la squadra favorita per la promozione, eppure li vinse…».

E il Pisa come arriva a questi spareggi?

«Con grande voglia di arrivare in fondo e grande fiducia nei propri mezzi. Attenzione, però: non possiamo permetterci l’errore di pensare che i risultati fatti finora ci portino altri vantaggi. Il bellissimo girone di ritorno, il bel gioco e i numeri realizzati, restano nella storia ma ora di storie dobbiamo aprirne un’altra, ripartendo da zero. E ovviamente mantenendo l’entusiasmo e la grinta che abbiamo messo in campo nella regular season».

Possiamo dire che il terzo posto di quest’anno vale molto di più di quello dell’anno scorso?

«Credo di sì. Il gioco di quest’anno fa parte di un percorso di crescita che include anche la sostenibilità economica, la crescita dei giovani (abbiamo giocato diverse partite con molti Under in campo da protagonisti), i progetti futuri, migliorandoci e consolidandoci stagione dopo stagione». —



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