Il dolore
“Il sovversivo” torna il libro-cult per non dimenticare Franco Serantini
Martedì 7 al Dopolavoro ferroviario sarà presentata la nuova edizione del volume sulla morte del giovane
PISA. La Biblioteca Franco Serantini organizza martedì 7 al Dopolavoro ferroviario (in piazza della Stazione 16) l’iniziativa “Franco Serantini-Per non dimenticare”. La giornata inizierà con un evento letterario di rilievo: alle 17,45 la presentazione della nuova edizione del libro-cult di Corrado Stajano “Il sovversivo” (edizioni Il Saggiatore) con gli storici Michele Battini e Mauro Stampacchia e la critica letteraria Concetta D’Angeli. Coordina Franco Bertolucci (Biblioteca Serantini). . Alle 19, 30 seguirà “Un pensiero ribelle in cor ci sta”, spettacolo di marionette da un’idea di Mariano Dolci, alle 20 spuntino solidale, alle 21 letture e musiche a cura di Carlo Scorrano: Musica Meridiana (F. Salvadore e M. Piscopo), Benedetta Pallesi e Laboratori di canto italiano e greco, coro Controcanto pisano, coro Garibaldi d’Assalto di Livorno. L’ingresso è libero, l’evento è a sostegno della Biblioteca Franco Serantini, archivio e centro di documentazione di storia sociale e contemporanea che celebra così i 40 anni dalla sua fondazione. Organizzano: Biblioteca Serantini, Associazione amici della Biblioteca Serantini. Per informazioni 050 9711432, 331 1179799, mail segreteria@bfs.it.
IL LIBRO
È da poco arrivato sugli scaffali delle librerie la nuova edizione de «Il Sovversivo» di Corrado Stajano in una nuova veste grafica e arricchito da una collezione di disegni inediti dell’artista Costantino Nivola (1911-1988) ed è accompagnato da una nuova introduzione dello stesso Stajano (207 pagine, 21 euro).
Il 7 maggio 1972 alle ore 9.45, Franco Serantini, vent’anni, muore nel carcere Don Bosco dopo essere stato trattenuto e interrogato per due notti e un giorno, senza ricevere le cure di cui ha un evidente bisogno.
Due giorni prima, nel centro della città, una manifestazione degenera in guerriglia urbana, tra barricate, molotov, fumi di lacrimogeni. All’angolo tra lungarno Gambacorti e via Mazzini, Franco viene accerchiato e aggredito da una decina di poliziotti suoi coetanei, tempestato di calci, pugni e manganellate con una ferocia che non risparmia neppure un lembo del suo corpo.
Fino ad allora quella di Franco Serantini è stata un’esistenza priva di luce, trascorsa nella più assoluta povertà e assenza di affetti. La sua storia è quella di un orfano che ha perso anche la madre adottiva, costretto a passare da un brefotrofio a un istituto, fino a ritrovarsi in riformatorio a Pisa anche se non ha commesso alcun reato. Proprio qui, in una città che gli appare come un bellissimo teatro, perso fra tanti altri ragazzi che affollano le vie e le piazze, Franco vive i suoi anni più felici. Ma purtroppo gli ultimi.
Sembra la trama di un romanzo ottocentesco, ma nel Sovversivo l’indagine sulla morte dell’anarchico Serantini è condotta attraverso un coro di documenti e testimonianze reali, componendo una narrazione civile di limpido rigore e grande partecipazione emotiva. Come sempre accade nelle opere di Corrado Stajano, la vicenda di un solo individuo svela il male di un paese intero, e nel corpo di un ragazzo si rintracciano i segni di un tempo spietato, lacerato dai conflitti politici e sociali.
Rileggere le pagine dedicate a Serantini, qui proposte con gli straordinari disegni di Costantino Nivola, significa riportare alla memoria, come accennato all’inizio, anche i volti di Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi. Storie di oggi: soprusi delle forze di polizia, depistaggi giudiziari, giovani vite finite che mettono sotto accusa uno Stato incapace di processare se stesso, e raccontano la notte di una democrazia che abdica violentemente alle proprie regole.
Come ricorda l’autore che se oggi non abbiamo una «verità giuridica» sul caso della morte di Serantini abbiamo però quella storica grazie alle tante testimonianze che negli anni hanno permesso di non dimenticare il «ragazzo sardo»: come quelle dei volti anonimi di cittadini che ogni anno nella ricorrenza depositano fiori sulla tomba o al monumento in Piazza San Silvestro; o come quella del musicista pisano Francesco Filidei che ha dedicato alla memoria di Serantini un’opera prestigiosa e ardita dal punto di vista della tecnica musicale; e infine, come non ricordare, l’esistenza della stessa Biblioteca che da 40 anni continua coraggiosamente nel suo lavoro di raccolta di testimonianze e a custodire la memoria di Franco Serantini.
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