Sicurezza
«Nessuno può fermare la nostra festa pacifica»
Presidio informativo in piazza Garibaldi degli organizzatori «Anche quest’anno ci sarà la parata gioiosamente “illegale”»
Pisa. «Qualcuno non conosce la Costituzione: non si può ancora vietare la libertà di manifestare». Tra piazza Mazzini e piazza Garibaldi in linea d’aria ci sono quattrocento metri o poco più. Ma ieri pomeriggio in mezzo c’era una montagna insormontabile fatta da due visioni inconciliabili della società, della città e più in generale del mondo. Mentre sotto il Palazzo del governo la Lega chiedeva al prefetto di non autorizzare la 19ª edizione di Canapisa, gli organizzatori della parata antiproibizionista tenevano un presidio informativo sotto la statua dell’eroe dei due mondi. E se i primi sostenevano che «non c’è distinzione fra droghe leggere e droghe pesanti», i secondi inneggiavano alla liberalizzazione e volantinavano informando i passanti che il 18 maggio, come tutti gli anni, «si terrà la nostra street parade gioiosamente “illegale”»
«Liberalizzazione della cannabis; fine della carcerazione per persone che, al massimo, fanno del male solo a se stessi; stop all’utilizzo sempre più diffuso dei trattamenti sanitari obbligatori che obbligano le persone ad assumere psicofarmaci: sono questi i motivi per cui il 18 maggio sfileremo per la città, come sempre in maniera gioiosa tra musiche e canti», spiegavano una decina di rappresentanti dell’associazione Canapisa Streetparade a chi ieri passava in piazza Garibaldi.
«Contro di noi è in corso una campagna guidata da pochi destroidi, ma nel nostro Paese è ancora garantita la libertà di manifestazione», sottolineavano attaccando gli avversari politici: «La Lega dice di voler combattere la droga, ma con le sue politiche non fa altro che aiutare le organizzazioni criminali che traggono profitto dallo spaccio. Ci ostacolano perché la nostra manifestazione fa emergere ogni anno la grande contraddizione in cui vive chi dice di lottare contro gli stupefacenti ma invece non vuole affrontare i veri problemi. E la loro tecnica è sempre la stessa: mettere i giovani contro gli anziani, puntare su retate che non servono a niente, riempire il carcere di persone che hanno solo fumato uno spinello».
Nessun commento, invece, su quanto avvenuto nel comitato per l’ordine pubblico tenuto in mattinata. Una riunione in cui è intervenuto invece Massimiliano Angori, in qualità di presidente della Provincia, sostenendo le ragioni degli organizzatori: «Le decisioni ultime in merito alla questione dello svolgimento o meno dell’evento spettano al questore e al prefetto, che possono impedirlo per motivi di ordine pubblico, ma ritengo che il diritto a manifestare il proprio pensiero e a riunirsi pacificamente siano diritti e principi democratici irrinunciabili sanciti dalla nostra Costituzione. Detto questo, condivido l’idea di prevedere una diversa collocazione logistica, ma per farlo occorre l’intervento di quelle istituzioni che adesso a loro volta si impegnano in contromanifestazioni per pura propaganda da campagna elettorale in corso». —
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