Il Tirreno

Pisa

“Gulliver”conquista i clienti di generazione in generazione

Roberta Galli
“Gulliver”conquista i clienti di generazione in generazione

Una vera e propria istituzione nel settore enogastronomico del litorale pisano con alle spalle una storia di 44 anni sempre in mano alla famiglia Giacobbe

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PISA. «Essere ristoratori ai tempi d’oggi è difficile, ma è la passione, e soprattutto l’affetto dei tanti clienti che si affidano alla nostra fiducia, che ci permettono di andare avanti e di percorrere una strada che non è sempre rose e fiori». Parole di Patrizia Giacobbe che, insieme alla cognata Alessia Magrini, da alcuni mesi è al timone del ristorante-pizzeria Gulliver a Tirrenia. Una vera e propria istituzione nel settore enogastronomico del litorale pisano con alle spalle una storia ininterrotta lunga 44 anni, sempre in mano alla famiglia Giacobbe. Una bella storia, un esempio positivo per molti, fatta di determinazione, di grandi sacrifici, di una passione infinita per un lavoro che diventa quasi una missione, in grado di assorbire tutta la giornata, e di un coraggio che ha permesso ai gestori di superare anche la grande crisi che in questi ultimi anni ha travolto tutto e tutti.

Il segreto? Lavorare sodo, capire che il settore cambia in fretta, avere fiducia nella propria professionalità e nel futuro. Una ricetta che la famiglia Giacobbe, originaria della Campania e trapiantata in Toscana, conosce bene e che in questi lunghi 44 anni è riuscita a mettere in pratica rimanendo ben salda sul mercato. Tutto ebbe inizio nel lontano 1975, quando Angelo Raffaele Giacobbe, padre di Patrizia, accettò l’invito del cognato, Nicola Giacobbe (stesso cognome, ma nessuna parentela di sangue), fratello di sua moglie Maria Libera, a gestire un ristorante a Tirrenia, il “Pik-Nic”. Un locale che di lì a poco si sarebbe trasformato in “Big Gulliver” e poi nel “Gulliver” che ben conosciamo. “È iniziato tutto quasi per caso - racconta Angelo Raffaele Giacobbe -. Con mio cognato pensavamo ad un’avventura di poco tempo ed invece sono passati 44 anni ed io e la mia famiglia siamo sempre qui. Che dire? Una vita dedicata al lavoro, in una Tirrenia, parlo di tanti anni fa, con un volto ben diverso. Quando abbiamo iniziato i tempi erano sicuramente difficili, ma migliori di oggi. A Tirrenia, noi che proveniamo dalla Campania, - continua Giacobbe - ci siamo trovati subito bene. Il lavoro andava forte, Camp Darby ci dava una mano. Ricordo che si apriva la mattina alle 10 e si chiudeva alle 5 del giorno successivo ed i clienti per un tavolo aspettavano anche trenta minuti. Insomma, era un mondo diverso dove al ristorante si andava a mangiare cose che a casa non si gustavano e l’entusiasmo non mancava. Ora purtroppo non è più così, a cominciare dalla concorrenza sempre più agguerrita per finire alle mode, con gli apericena che hanno cambiato il mondo della ristorazione». Ma alla famiglia Giacobbe le sfide non hanno mai messo paura, come sottolinea Patrizia. «Allora come oggi per portare avanti un ristorante - spiega - ci vogliono una buona dose di sacrificio e tanta determinazione, perché le ore di lavoro sono veramente tante. Oltre ad essere ristoratore sei anche manager della tua attività, ma esiste anche un lato positivo che non ha prezzo: parlo dell’affetto dei clienti che ci vogliono bene, che ci seguono di generazione in generazione. Oltre ai tanti nuovi. Un calore che per noi rappresenta la linfa che ci permette di andare avanti, nonostante le difficoltà, tra burocrazia e concorrenza, e di guardare al futuro con una buona dose di fiducia». –

Roberta Galli

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