Attenzione
Emorragia cerebrale per Vannozzi: condizioni stabili ma è sempre grave
Pisa: il luminare della neurochirurgia è sempre ricoverato in rianimazione e tenuto in coma farmacologico dopo l’operazione d’urgenza per il malore subito lunedì scorso
PISA. Le condizioni di Riccardo Vannozzi sono stabili. Il luminare della neurochirurgia è sempre ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Cisanello di Pisa. Il medico è tenuto in coma farmacologico dall’alba di martedì scorso, 30 aprile, dopo essere stato sottoposto a una lunga operazione per un malore subito il giorno prima. Vannozzi, 56 anni compiuti pochi giorni fa, è in neurorianimazione a causa di un’improvvisa emorragia cerebrale. La prognosi resta riservata.
Destino ha voluto che la “bestia”, come definisce lui questa patologia, lo abbia aggredito proprio mentre si trovava sul posto di lavoro. Lunedì scorso, 29 aprile, stava completando il giro di visite nel reparto di neurochirurgia quando ha accusato il malore. Effettuata una tac. i suoi stessi colleghi lo hanno sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Intorno alle 3 del mattino di martedì il trasferimento in un letto della neurorianimazione affianco agli stessi pazienti che aveva curato fino a poche ore prima.
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Da allora è cominciata la lunga attesa di famigliari, colleghi e di tantissime persone che si sono strette accanto al medico capace di strappare alla morte tante vite nel corso della sua carriera. Vannozzi, originario di Pontedera, è primario del reparto di neurochirurgia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Luminare nel suo campo, con molte pubblicazioni scientifiche, si è specializzato in questa branca della medicina nel 1992, a Pavia. Dal ’91 al ’93 ha lavorato in Valtellina, all’ospedale di Sondalo, poi a Livorno e infine a Pisa, dove ora dirige l’unità operativa.
Unità operativa che ora sta effettuando tutti gli sforzi possibili per assisterlo. Da quanto appreso, Vannozzi sembrerebbe aver superato l’intervento chirurgico. Nella tarda mattinata di martedì sono emersi alcuni segnali clinici incoraggianti. Oggi le condizioni sono stabili. Il trascorrere del tempo è, per altro, un alleato in queste condizioni cliniche. Anche se, al momento, non è possibile sciogliere la prognosi e dichiararlo fuori pericolo.
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