Il Tirreno

Pisa

Ceccardi contro Bonafè, faccia e faccia in radio e una valanga di gaffe

Mario Neri
Ceccardi contro Bonafè, faccia e faccia in radio e una valanga di gaffe

Candidate alle Europee, la segretaria toscana del Pd e la sindaca leghista si affrontano a Radio Uno Viva Voce. Ma la pupilla di Salvini inciampa su Siri e la commissione Ue

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LIVORNO. Ore 17, quarto minuto di trasmissione a Radio Uno Viva Voce, martedì 30 aprile. Susanna Ceccardi vs Simona Bonafé, la pupilla di Salvini contro la segretaria pd. Entrambe candidate alle Europee. La sindaca parte in tromba. Solito piglio, unghie affilate, ruggito da leonessa. «Armando Siri è ad oggi innocente. Chiediamo che lo stesso garantismo che il Pd ha utilizzato con Maria Elena Boschi e Luca Lotti, sia usato anche con Siri. In passato sono stati al centro di vicende giudiziarie e non hanno fatto un passo indietro».

Pausa. Attimi di eterno silenzio in studio. Bonafè sorride, prima timida, poi, avvistata la preda, sgrana gli occhi, un ghigno felino. «Vabbè, chiariamo: sui casi citati da Ceccardi non pendeva un’indagine giudiziaria per corruzione». (la Boschi non è neanche mai stata indagata). La Susy piega il capo, tortura qualcosa fra le dita, si muove sulla sedia manco fosse di ghiaia. Bonafè affonda. «Siri è coinvolto in una storia torbida, in odore di mafia». La leghista ribolle. «Io non prendo lezioni di moralismo dal Pd, che ha visto arrestata la presidente dell’Umbria». Niente, non fa in tempo a correggersi. La dem è una iena. «Non arrestata, è indagata». La toppa è peggio del buco. Una voragine. «Scusate - fa Ceccardi - indagata per mafia». «No davvero!», a malapena trattiene il riso Simona. Il ruggito diventa miagolio, finisce in caciara: «Avete rovinato un Paese».

Poi in un battibecco. La conduttrice le cazzia. Vira sullo stupro di Viterbo. Cosa ha da dire, da donna, Ceccardi? Ma ormai la commissaria è in tilt: «Io penso che Siri...». L’imbarazzo si taglia a fette. Castrazione chimica e migranti ridanno vigore alla sindaca, torna a sferzare. Ma la renziana incassa, il volto teso dell’inizio ora è disteso come quello di una che si stia sollazzando in una vasca idromassaggio. E da lì, dal nirvana dialettico, la Simo sferra il montante finale. La conduttrice chiede a entrambe: primo provvedimento da parlamentari? La dem va sicura: riforma del trattato di Dublino. La leghista: «Una mozione di sfiducia contro l’attuale commissione europea». Bonafè è quasi pietosa, sospira: «Che va a casa già di per sé perché è finito il mandato».

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di Redazione web