Gioco
Finti disoccupati per non pagare il ticket scoperto un esercito di trecento furbetti
Le false autocertificazioni portate alla luce dalla Finanza: c’è chi ha usufruito gratis di 57 prestazioni sanitarie. Ora le sanzioni
PISA. C’è chi ha usufruito di 57 prestazioni sanitarie senza sborsare un euro. Non erano gratis perché i costi del servizio vengono, comunque, scaricati sulla collettività. Lo sono state per lo smemorato che, al momento di autocertificare la sua condizione lavorativa e reddituale, ha ammesso di essere disoccupato. Esenzione totale per garantire il diritto alla salute. Un’apertura di credito mal riposta visto che il paziente in questione non solo aveva i soldi per pagare il ticket sanitario, ma aveva pure un lavoro. Ci ha provato, riuscendosi, decine di volte a spacciarsi per povero in canna. Ma alla fine è stato scoperto. E ora non solo dovrà versare quanto avrebbe dovuto (circa 800 euro) e che ha omesso in modo disonesto. Il conto per lui, a livello di sanzione, prevede una stangata pari al doppio del mancato pagamento: 1.600 euro.
Il furbetto in questione è uno dei 296 utenti del Servizio sanitario nazionale che tra Pisa e San Miniato nell’ultimo anno si sono “dimenticati” di fornire informazioni vere al momento di pagare il ticket. Sono stati scoperti dalla Guardia di finanza grazie all’attività della Compagnia di Pisa, guidata dal capitano Valentina Usai.
Tutti disoccupati al momento di recarsi in ospedale o nelle strutture convenzionate per prenotare esami specialistici, radiografie o prendere farmaci. Bastava avere ricetta o impegnativo del medico e l’unico pensiero era quello di aspettare il proprio turno per sostenere esami e consulti, ma anche fare la fila per mettersi in tasca le medicine. Poi nell’autocertificazione era sufficiente dichiarare di essere senza lavoro e lo Stato garantiva la prestazione. Non è scattata la denuncia per falso perché nessuno ha superato la soglia dei 4mila euro oltre la quale il giochetto sconfina nel codice penale. Restano le sanzioni per un mancato incasso di almeno 25-30mila euro che gonfiano l’importo pari al doppio.
Non c’è solo il recordman delle 57 prestazioni a sbafo. Uno ha usufruito di 31 tra visite e farmaci per 900 euro non saldati. Un altro con 23 prestazioni scroccate si è tenuto in tasca 1.300 euro. Ora ne dovrà versare 3.900. «Non abbiamo capito bene come funzionava l’autocertificazione» è stata la spiegazione più gettonata dai furbetti del ticket ai finanzieri che li hanno convocati in caserma dopo aver estrapolato nomi e dati a campione d’intesa con i funzionari dell’Asl.
«Colpire questi fenomeni rappresenta anche una forma di tutela nei confronti della fasce economicamente più deboli – spiegano dal comando di via Semeraro – come i titolari del diritto di esenzione, e una affermazione del principio di solidarietà e coesione sociale». I controlli, incrociando i dati tra chi ottiene l’esenzione e la sua situazione patrimoniale, proseguiranno anche nel resto della provincia con Pontedera come prioritaria area di riferimento. —
Pietro Barghigiani
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