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I sindacati: «A rischio 63 posti nei centri per l’impiego»

I sindacati: «A rischio 63 posti nei centri per l’impiego»

Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti della Imofor, società che eroga servizi in appalto 

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PISA. «La riforma del mercato del lavoro mette a rischio decine di posti di lavoro nei Centri per l’impiego». A denunciarlo sono le segreterie provinciali della Filcams-Cgil e della Fisascat-Cisl di Pisa, che hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti della Imofor Toscana, società che eroga servizi in appalto per i Centri per l’impiego della provincia di Pisa. «Dalla riforma del mercato del lavoro potrebbero derivare forti ripercussioni occupazionali che sul territorio di Pisa rischiano di mettere a repentaglio 63 posti di lavoro», sottolineano i sindacati. . «È un paradosso – proseguono –: la riforma, che prevede un potenziamento ed un rafforzamento degli organici dei Centri per l’impiego con stabilizzazioni e nuove assunzioni, potrebbe mettere a rischio quasi 500 lavoratori toscani impiegati nelle 8 società del Consorzio Servizi Lavoro e tra questi anche i lavoratori della Imofor Toscana, gran parte dei quali addetti nei Centri per l’impiego da quasi 20 anni». In provincia di Pisa sono oltre 60 quelli in bilico. «Il rischio occupazionale – proseguono Filcams e Fisascat – è legato alla scadenza dell’appalto (fine 2020) e alla nuova gara regionale e ai bandi regionali per le nuove assunzioni, il cui numero sembra molte inferiore rispetto ai posti di lavoro che rischiano di andare persi». I sindacati chiedono alla Regione Toscana di avviare un percorso finalizzato ad individuare le soluzioni necessarie «a salvaguardare l’occupazione dei lavoratori che si trovano in una situazione di incertezza e che in tutti questi anni, con grande professionalità ed impegno, hanno svolto mansioni altamente qualificate a favore della collettività». Con la proclamazione dello stato di agitazione, a cui potrebbero seguire altre azioni di mobilitazione, Filcams e Fisascat chiedono di avviare un tavolo di confronto per chiarire il futuro occupazionale delle decine di lavoratori a rischio. «È assurdo e inaccettabile – concludono i sindacati – che si creino doppioni di professionalità e risorse già esistenti che rischiano di perdere il proprio posto di lavoro». —

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