Il Tirreno

Pisa

CALAMBRONE 

Il teatro “dimenticato” ancora preda dei vandali

D.L.
Il teatro “dimenticato” ancora preda dei vandali

Un anno fa fu ripulito  dai volontari grazie alle risorse  messe a disposizione  da un privato ma adesso è di nuovo ricoperto di scritte

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calambrone. Il lavoro fatto alla fine della scorsa estate ad opera dei volontari e del maestro di pianoforte tirrenese Luca Erriquenz, che aveva reperito i fondi per ripulire l’anfiteatro di Calambrone dalle scritte vandaliche di questi ultimi dieci anni, non è servito a niente.

Ieri mattina i calambronesi si sono alzati ed hanno trovato il teatro nuovamente pieno di scritte. Uno scempio che si rinnova sulle pareti di questo piccolo gioiello di architettura razionalista dimenticato da tanti e di cui alcuni residenti del litorale ignorano ancora l’esistenza. Le nuove foto del misfatto postate su Facebook, innescano una serie di considerazioni e tra tutte spicca la sicurezza. Una sicurezza che manca e a cui l’amministrazione non ha provveduto subito dopo l’intervento dei cittadini a settembre scorso per ripulirlo. La recinzione non è stata né cambiata e né potenziata, eppure era evidente che i vandali armati di bombolette spray passavano dai buchi fatti nel corso del tempo e riparati alla meglio durante l’operazione di pulizia, un intervento però non in grado di garantire quella sicurezza invece necessaria. Ed è anche probabile, che qualcuno di questi vandali scavalchi la recinzione. Nei commenti c’è chi ha sottolineato la necessità d’istallare delle telecamere, in questo modo ci sarebbe la possibilità di rintracciare gli autori di questi profanatori di monumenti e magari potrebbero servire come deterrente. Ma, a questo punto, appare evidente che di questo teatro importa solo a poche persone tra le quali rientrano i residenti del condominio vicino che ogni volta lanciano l’allarme su quello che succede dentro il teatro e un appello affinché si faccia qualcosa, che puntualmente però, cade nel vuoto.

Per questo teatro, dove sono stati spesi 1milione e 300mila euro per il restauro, non è mai nemmeno stata pensata una programmazione. Nessuno lo vede come un luogo possibile per la cultura e il divertimento nemmeno le istituzioni, che non provvedono a metterlo in sicurezza se non altro per il suo valore architettonico. — D.L.

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