Finanza
«Il Comune ci ascolti»
I ragazzi di Pisa sono stati i primi a raccogliere l’appello di Greta: «Chi guida la città dovrebbe ascoltare le ragioni del movimento»
PISA. Un appuntamento settimanale trasformato in una mobilitazione globale. L’appello di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che la scorsa estate ha deciso di “scioperare” a scuola e di manifestare davanti al parlamento svedese per convincere il governo a rispettare gli accordi di Parigi per la riduzione delle emissioni di carbonio, è stato raccolto per la prima volta in Italia a Pisa.
Dallo scorso novembre, quando un ristretto gruppo di studenti medi ed universitari decise di riunirsi in presidio sotto al Comune “armati” di cartelli e megafoni, il movimento che si batte contro i cambiamenti climatici è andato lentamente crescendo fino alla manifestazione dello scorso 15 marzo, quando il centro cittadino fu invaso da oltre cinquemila persone. Difendere il futuro del pianeta lo slogan e l’obiettivo che poco più di un mese fa unì milioni di persone in tutto il mondo.
«Il nostro scopo è cercare di portare avanti la mobilitazione su un problema globale e complesso che richiede soluzioni decise e immediate a livello mondiale: questo è quanto gli scienziati stanno affermando da anni e lo scopo del nostro movimento è fare in modo che chi governa smetta di ignorarli – dice Livia Tolve, attivista del gruppo Fridays for Future di Pisa – Dalla grande manifestazione dello scorso mese c’è sicuramente molta più attenzione sul tema, anche a livello politico. Occorre adesso valutare le risposte e le azioni concrete che i governi decideranno di mettere in campo. Giustizia climatica, riscaldamento globale, interconnessioni tra clima, povertà e sfruttamento economico sono sul tavolo da molti anni, ma mai come ora, grazie al lavoro di migliaia di giovani in tutto il mondo, si trovano sotto i riflettori».
Un primo “esame” avverrà dopo le elezioni europee, per il movimento che si batte contro i cambiamenti climatici diventate anche il banco di prova per valutare azioni e politiche a difesa dell’ambiente. «La nostra – prosegue l’attivista pisana – è sicuramente un’azione politica radicale e le soluzioni non sono certo semplici: non abbiamo interlocutori privilegiati, ma solo l’obiettivo di scuotere le coscienze e svegliare la classe politica. Reputiamo indispensabile parlare al maggior numero di persone, anche in maniera scientifica, e costruire una nuova sensibilità attorno ai temi ambientali. La lotta al cambiamento climatico – aggiunge Tolve – passa però anche attraverso un impegno concreto nelle politiche amministrative locali, di ogni comune e città. Ci piacerebbe quindi che anche chi ha assunto l’impegno di governare la nostra città scendesse le scale del Comune per ascoltare».
Interlocuzione che, almeno per il momento, è mancata con l’amministrazione pisana. —
D.R.
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