Sicurezza
Borgo Stretto al buio, rabbia dei negozianti
Per due sere l’illuminazione pubblica è rimasta spenta Enel: non gestiamo più il servizio. Disagi per i residenti
PISA. Una Pisa a lume di candela, sarebbe stata una trovata romantica del Comune in una città brulicante di turisti. Peccato però che ci fosse solo il buio senza il lume della candela, e soprattutto senza la luce dei lampioni pubblici. Tutta la notte del 24 aprile e del 25 aprile (fino ad oltre le 23) il centro storico cittadino era al buio. «I turisti illuminavano i menu coi cellulari. Ma poi non riuscivano a vedere cosa stessero mangiando e se ne andavano», sbottano alcuni ristoratori del centro.
La situazione è stata un minimo sotto controllo finché i portici di Borgo Stretto sono stati rischiarati dai faretti delle vetrine dei negozi che però hanno il temporizzatore per lo spegnimento alle 21. Dopo di che si è brancolati nel buio. La zona colpita dal black out è stata quella di piazza Garibaldi, Borgo Stretto, via Oberdan, via dei Mercanti, via delle Case dipinte, vicolo del Poschi traversa di Borgo Stretto. La reazione degli esercenti è stata quella da copione: chiamate ripetute al Comune, alla Municipale ed a Enel. Peccato però che quest’ultima non c’entrasse nulla con il servizio di illuminazione pubblica. «Enel non gestisce più la manutenzione pubblica del Comune di Pisa. Tant’è che da una nostra verifica non risulta sulle nostre reti alcun malfunzionamento», rispondono prontamente da Enel-Sole.
La situazione è stata sbloccata solo nella tarda serata del 25 aprile e questo dopo alcuni escamotage partoriti dagli stessi esercenti e cioè far chiamare i propri clienti ai numeri di questura e prefettura. «A noi non rispondeva più nessuno», dicono alcuni commercianti.
Il problema non è stato solo quello dei problemi creati agli esercenti, ma anche del disagio ai residenti come quelli di vicolo del Poschi che è in pieno Borgo, ed ha solo un lampione pubblico per sei-sette numeri civici. Lì anche l’unico punto luce pubblico non ha funzionato. Erano invece accesi, i lampioni privati dei residenti che si devono pagare anche l’illuminazione pubblica altrimenti non riescono a vedere letteralmente dove si mettono i piedi. E siamo in pieno Borgo tra i bar Salza e Sfizio.
Onde evitare il perpetrasi di questi disagi, e soprattutto chiamate inutili ad Enel, sul sito del Comune c’è un numero verde da chiamare in questi casi che è 800339929, a cui dovrebbe rispondere la ditta incaricata dall’ex sindaco Marco Filippeschi nel 2015 del global service per l’intera illuminazione pubblica. (email segnalazioni.illuminazione@gemmo.com). —
Carlo Venturini
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