«Preoccupante aumento di atteggiamenti razzisti»
Possenti, presidente provinciale Anpi: il 25 aprile diciamo no alla xenofobia Occorre l’impegno sinergico di tutte le istituzioni
PISA. Oggi a Pisa e in tutti i comuni del territorio si svolgono le celebrazioni del 25 aprile, giorno della Liberazione. «Il 25 aprile diciamo no alla xenofobia ed al razzismo», inizia così un intervento di Bruno Possenti, presidente provinciale dell’Anpi Pisa (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). «All’insurrezione di Milano e di Torino del 25 aprile 1945 - si legge nella nota - seguì, nei giorni successivi, la liberazione del nord. Ebbero fine la dittatura fascista e l’occupazione tedesca. L’Italia ritrovò l’unità perduta dopo l’8 settembre del 1943. Iniziò il percorso verso la Repubblica, verso la Costituzione, verso la democrazia».
Dal 1946, il 25 aprile è la “Festa della Liberazione”. La più importante delle festività civili. «A Pisa, quest’anno, la dedichiamo al ricordo di Italo Bargagna, protagonista della Resistenza, sindaco della Liberazione e della ricostruzione di una città devastata dalla guerra, membro dell’Assemblea Costituente, fondatore e presidente provinciale dell’Anpi per 25 anni», prosegue la nota. E ancora: «Il 25 aprile dovrebbe essere la data in cui tutti ci riconosciamo. Il giorno sacro per tutti gli italiani. Purtroppo dobbiamo assistere a manifestazioni che si caratterizzano con linguaggi, gesti, esposizioni di simboli esplicitamente fascisti. Ad una preoccupante intensificazione di atteggiamenti di xenofobia e di razzismo alimentati per miserevoli interessi elettorali. Dobbiamo assistere al tentativo di svilire il significato della Festa della Liberazione da parte di chi ha giurato sulla Costituzione ed avrebbe il dovere di tutelare i valori ed i principi su cui si fonda».
La conclusione dell’intervento di Possenti: «Occorre l’impegno sinergico delle istituzioni della Repubblica, delle forze associative, sindacali, politiche, di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della democrazia per arginare questa deriva. Prima che sia troppo tardi». —
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