Sicurezza
Irrompe di notte in un condominio e semina il panico brandendo un coltello
Giovane tunisino in preda alle allucinazioni danneggia vasi ed estintori e abbatte una vetrata ferendosi in più parti del corpo
PISA. «Mi inseguono, vogliono uccidermi». Gridava, si agitava come una furia quando, alle 5 del mattino, ha fatto irruzione in un condominio di via Norvegia, seminando il terrore e dicendo di essere inseguito da un drago. Non era un ladro. Ma urlava con tutta la voce che aveva alla porta dell’appartamento al primo piano dove c’erano due donne. «Ci siamo chiuse in casa spaventate. Per dare l’idea di cosa è successo vi dico che abbiamo un Pitbull e si è impaurito anche lui, è scappato in un’altra stanza. Mettetevi nei nostri panni: ci siamo trovate con uno che voleva entrare, picchiava alla porta, diceva che era inseguito da qualcuno che lo voleva ammazzare», racconta una delle due donne che difficilmente dimenticherà la paura di ieri mattina. Alla fine lo straniero, un giovane tunisino ora proposto dalla questura per l’espulsione dal territorio nazionale, ha frantumato una porta finestra dopo averla presa a pugni e ferendosi in più parti del corpo mentre cercava di entrare nell’appartamento. Poi è salito al quinto piano del palazzo, rovesciando e rompendo tutto quello che ha trovato sulla sua strada. Ha rotto i vasi dei fiori, danneggiato gli estintori. Fino a quando una inquilina del quinto piano, sentendo tutta quella confusione e le urla di paura delle due donne, si è affacciata per capire meglio la ragione di quel trambusto. A quel punto, l’extracomunitario è entrato in casa della donna e ha preso un coltello trovato in cucina. Agitandosi sempre di più lo ha brandito sotto gli occhi atterriti della povera donna, implorandola di chiamare la polizia. «Mi inseguono...», è stato sentito dire più volte. La polizia sta cercando di capire se ad inseguirlo erano i draghi e i mostri di un’allucinazione dovuta al consumo di sostanze stupefacenti o se realmente era in pericolo. Quando la volante del 113 è arrivata lo straniero ha raccontato di avere avuto una lite con alcuni connazionali nella casa in cui vive, in via Paolo VI. Quando gli agenti sono andati nel luogo indicato dal tunisino hanno trovato l’appartamento effettivamente devastato. Di altri stranieri non ne hanno visti, probabilmente si erano già allontanati. Oppure lo stesso tunisino prima di fuggire per strada e terrorizzare un intero condominio ha danneggiato da solo tutto quello che c’era in casa. Gli esami tossicologici a cui è stato sottoposto aiuteranno a capire cosa ha innescato quel comportamento.
«Posso dirvi che io non ho mai visto niente del genere, sembrava che avesse le allucinazioni – racconta una delle donne che abita al primo piano del palazzo –. Noi eravamo state con i cani a passeggiare fino a poco prima e non abbiamo visto nessuno per strada. Non so proprio da chi fosse inseguito. Non voglio i danni, anche se per riparare la porta serviranno 1.700 euro, vorrei almeno sapere se quell’uomo è in carcere. È tutto così assurdo». — S.C.
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