Il Tirreno

Pisa

Da oltre cinquant’anni Sandroni è la nautica

Roberta Galli
Da oltre cinquant’anni Sandroni è la nautica

Dal negozio di accessori ed abbigliamento in via Ceci alla base in viale D’Annunzio tutto racconta di barche e della passione infinita di Renato e della sua famiglia

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PISA. Quando si parla di nautica, a Pisa, c’è solo un cognome che racchiude 53 anni di storia in questo settore: Sandroni. Dal noto negozio di accessori ed abbigliamento in via Ceci alla base nautica in viale D’Annunzio. Tutto racconta di barche, tante barche, e di una passione infinita che ha portato un uomo, Renato Sandroni, erano i primi anni Sessanta, a lasciare il suo lavoro alle Poste e ad intraprendere, con coraggio e determinazione, un’avventura imprenditoriale, se vogliamo antesignana per quei tempi, imboccando una direzione risultata più che giusta. Da quegli anni in poi la nautica sarebbe infatti diventata quel settore trainante della nostra economia prima che la grande crisi degli ultimi anni travolgesse tutto e tutti.

Un lavoro, quello per le barche e tutto ciò che le circonda, che ancora oggi appassiona Renato Sandroni, 86 primavere, nonostante abbia lasciato il timone del suo rimessaggio, in golena d’Arno, alla figlia Cinzia, al genero Stefano Scarpellini e al nipote Luca Bini Sandroni, figlio di Lucia, l’altra figlia di Renato, da anni impegnata nella conduzione del negozio in via Ceci. Da dove più di 50 anni fa tutto partì. «Ebbene sì, tutto cominciò con mio padre Renato - racconta Lucia - per quella sua grande passione per il mare e le barche. Erano i primi anni Sessanta e il mio babbo, dopo aver acquistato un piccolo motoscafo, aprì il suo primo negozio in via Carducci. Ma subito dopo si spostò in San Martino e nel 1966 sbarcò in via Ceci, dove siamo tuttora». Un negozio dove si vendevano, e si vendono, barche, accessori nautici, motori ed abbigliamento di grandi marche, ma con prezzi accessibili e dove il tempo sembra essersi fermato. «Eppure di anni ne sono passati tanti da quando mio padre cominciò. Erano sicuramente altri tempi - continua Lucia - il mondo era più semplice rispetto ai giorni nostri. Le Ztl non esistevano e la burocrazia permetteva anche di portare natanti in esposizione in piazza Vittorio Emanuele. Non nego comunque che la fatica e la responsabilità di chi parte da zero doveva essere tantissima. La nautica nasceva infatti in quel momento e mio padre, grazie alla sua passione, e con l’aiuto di mio nonno Alfredo, intuì la possibilità di farne una professione alla quale ha dedicato tutta la sua vita». Un settore che ha trainato per tantissimi anni, calamitando nella sua orbita generazioni di appassionati.

E dopo il negozio in via Ceci per i Sandroni, arrivò la base nautica. «Era il 1968 - continua Lucia - e un altro traguardo venne raggiunto con l’apertura del rimessaggio in viale D’Annunzio, mentre mia madre Dora proseguiva nella conduzione del negozio. Un luogo dove io sono praticamente cresciuta e dove nel 1978, dopo il diploma all’Istituto tecnico commerciale, sono entrata anch’io». Il tempo è passato veloce. I decenni si sono ricorsi e con loro una grande crisi che ha investito tutti a livello globale e la nautica in prima battuta. «Gli effetti ci sono stati e ci sono - dice Lucia - anche a causa di tasse troppo alte, per non parlare di internet che sta cambiando tutto il mondo del commercio. Ma io credo ancora in questo lavoro e nelle grandi soddisfazioni che può dare. E anche Pisa, con l’Arno e il mare, attraverso buone politiche, potrebbe offrire in questo settore ottime opportunità occupazionali ai giovani». —

Roberta Galli

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