Sicurezza
Il caso Ragusa, parla Sara Calzolaio: «Antonio non ha ucciso la moglie»
L’amante di Antonio Logli risponde a Carmelo Abbate: «È una persona sensibile. Quella sera mi telefonò solo per dirmi “Ti amo”»
SAN GIULIANO. «No, io credo in Antonio, lo conosco bene, gliel’ho chiesto. L’ho preso da una parte, l’ho guardato dritto negli occhi, e gliel’ho chiesto palesemente. Lo conosco, so che dice la verità. E poi comunque dati alla mano, è dimostrato che lui è innocente». A parlare è Sara Calzolaio, l’amante di Antonio Logli, condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze a venti anni di carcere per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa.
L'INTERVISTA
A luglio sul caso si dovrà pronunciare la Corte di Cassazione, ma la donna ha deciso di rilasciare un'intervista a Carmelo Abbate per la trasmissione “Il caso non è chiuso”, una serie prodotta in esclusiva per Storytel Italia che racconta alcune delle vicende di cronaca nera più controverse degli ultimi anni: da Yara Gambirasio a Rosa e Olindo, da Carlotta Benusiglio a Marco Vannini e, appunto, Roberta Ragusa.
Il giornalista specializzato in cronaca nera ha intervistato tanto Logli, quanto il figlio Daniele, ma la testimonianza più attesa che si potrà ascoltare nelle 4 puntate dedicate al caso Ragusa è proprio quella di Sara Calzolaio. Da oggi sarà possibile ascoltarla su Storytel, la piattaforma europea di audiolibri che vanta un catalogo di più di 50.000 titoli in lingua inglese e circa 2.500 in italiano.
"ANTONIO È AMOREVOLE"
Ma cosa ha raccontato la Calzolaio ad Abbate? Ha chiarito alcuni dei punti rimanendo però salda nella completa convinzione di innocenza di Antonio Logli: «È una persona sensibile, che si prende cura dei figli, è amorevole e si preoccupa. Non è come viene descritto».
Così come la Calzolaio spiega di non essere andata a vivere nella sua casa il giorno dopo la morte della Ragusa. «Non è vero – dichiara ad Abbate –. Sono venuta a vivere qui un anno dopo, precisamente la Pasqua dell’anno dopo. E Antonio Logli è una brava persona, non sarei rimasta qua se non fosse così».
LE "FAMOSE" TELEFONATE
Calzolaio parla anche delle tre telefonate ricevute dal Logli la sera prima della scomparsa della moglie: «Niente di che, lui come al solito lavorava al suo computer o aggiustava qualcosa non ricordo bene, e niente, ci siamo messi d'accordo per l'indomani mattina che dovevamo andare all'Ikea, poi cascava sempre la linea, era inutile continuare sempre al telefono anche perché già dormivo, ascoltavo lui che faceva le sue cose, era tardi, e ci siamo salutati. Basta!».
Nell’intervista si affronta anche la questione di quell’ultima telefonata ricevuta. Abbate chiede alla Calzolaio chi c’era dall’altro capo del telefono e perché si trattava di una chiamata di appena 28 secondi. «Mi ha chiamato Antonio – assicura la donna – e mi ha detto “ti amo”. La chiamata è stata breve. Era sua abitudine farmi queste cose, dopo un buona notte, mi chiamava per poco per dirmi un “ti amo”. Non ha fatto niente. Tutti si sono fatti un’idea sbagliata della situazione. E temo che, dopo la sentenza della Cassazione, i suoi figli rimangano senza di lui e che io non possa farcela a reggere tutto».
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