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Pisa

Rigoli 

Inaugurata la statua voluta dalle famiglie di due ragazzi vittime della strada

G.B.
Inaugurata la statua voluta dalle famiglie di due ragazzi vittime della strada

Il monumento è stato collocato in piazza Primo maggio su volontà dei genitori di Fabio Gaglianese e Simone Gaspari

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San Giuliano Terme. Era il 21 dicembre 2011 quando Fabio Gaglianese, studente 17enne dell’istituto alberghiero Matteotti di Pisa, cadde dalla sua moto mentre rientrava a casa a Rigoli. Percorreva via Vecchia Lucchese, in località Montuolo (Lucca), e perdendo il controllo del ciclomotore trovò la morte. Ora quella motocross, inserita in una struttura composita in pietra con funzione di sostegno, è diventata un monumento al centro di piazza Primo Maggio a Rigoli.

Sabato la struttura commemorativa è stata inaugurata alla presenza del sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio, di Massimiliano Angori in qualità di presidente della Provincia e, soprattutto, dei genitori di Fabio e di un altro ragazzo vittima della strada: Simone Gaspari.

Simone è morto il 14 aprile 2013 all’età di 22 anni. Abitava a Marina di Pisa e lavorava alla Saint-Gobain. Stava percorrendo via Lenin a San Giuliano in direzione Pappiana, quando all’improvviso la sua auto sbandò, finendo rovinosamente nel fosso che costeggia la strada. I familiari, una volta accertata dai medici la morte cerebrale del giovane, acconsentirono alla donazione dei suoi organi, regalando una speranza di vita agli altri.

Il monumento che ora svetta in piazza Primo Maggio è dedicato a Fabio e Simone ed è stato eretto grazie alla volontà delle rispettive famiglie. Vitaliano Gaglianese e Mauela Bagalà, genitori dei due giovani, si sono uniti per ricordare i loro ragazzi e, insieme, hanno finanziato l’opera d’arte realizzata dallo Studio Galeotti Paolo Nello con la collaborazione dall’architetto Ombretta Santi, dello scultorei Giancarlo Burrati, della fonderia Da Prato e della Blitz Graniti.

Per volontà dei Gaglianese e dei Gaspari, il monumento alle vittime della strada a Rigoli rappresenta un monito per i più giovani con la speranza che possa diventare un luogo di incontro per gli amanti delle due ruote. L’obiettivo dei promotori è infatti quello di creare uno spazio commemorativo che possa offrire ai ragazzi anche la possibilità di sedersi e conversare in gruppo. Un simbolo, come sottolinea Angori, per «ricordare e ricordarci che la passione per la velocità deve sempre coniugarsi con il principio di prudenza, tramutandosi, così, in amore e rispetto per il dono più prezioso che abbiamo: la vita».

La realizzazione e la manutenzione dell’opera commemorativa e dell’area a verde sono a carico dei genitori dei due ragazzi vittime della strada. E dunque tali lavori non comporteranno spese a carico del bilancio comunale e della società in house Geste. —

G.B.

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