Attenzione
Putignano non sarà diviso I sottopassi diventano due
Il Comune: la trattativa economica con Rete Ferroviaria Italiana è quasi conclusa Abbiamo detto no all’ipotesi di una passerella, sarebbe stata troppo impattante
PISA. Una trattativa serrata per Putignano. Una nuova idea per i Passi. Tanti soldi per sistemare l’attraversamento di via Rindi. I nodi dei passaggi a livello che tagliano in due la città resta in primo piano nell’agenda della giunta comunale. E qualcosa si muove. Dopo i primi contatti dello scorso dicembre, proseguono le riunioni a Roma con Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) per il superamento dei passaggi a livello».
«Per Putignano ci siamo quasi, manca solo l’accordo economico», annuncia il sindaco Michele Conti, che si avvale per la parte tecnica dell’assessore alla mobilità Massimo Dringoli e per la parte politica, soprattutto nelle stanze romane, del deputato Edoardo Ziello (Lega).
Putignano avrebbe da tempo un intervento già cantierabile, sostenuto dal Comune con le entrate dell’imposta di scopo e cofinanziato da Rfi. Il progetto però è cambiato e il motivo lo ribadisce Conti: «Non possiamo dividere Putignano in due e quindi è necessaria una soluzione dove sarà chiuso l’attuale passaggio a livello». In quel punto sarebbe previsto un muro di sicurezza, una barriera che i residenti non vogliono per evitare di avere un quartiere a metà. Così, se resta confermata la realizzazione del sottopasso carrabile (e ciclopedonale) nella parte esterna di Putignano, lungo il nuovo tracciato di 7-800 metri che andrà da via delle Bocchette a via Ximenes, «nella parte centrale del paese - aggiunge il sindaco - abbiamo chiesto la costrizione di un sottopasso pedonale».
E su questo ruota la trattativa economica con Ferrovie, che avevano proposto una passerella su via di Putignano anziché un sottopasso. «Ma sarebbe un’opera troppo impattante, alta sei metri e con problematiche per utilizzarla», la replica del Comune a Rfi. Avanti dunque con la soluzione del secondo sottopasso, ma a questo punto con costi da rivedere.
Gli altri due passaggi a livello al centro del confronto trattative riguardano via Rindi ed i Passi. Due questioni assai differenti. Quello dei Passi è un ostacolo che separa il quartiere dal resto della città. Si tratta di un’opera non semplice per una serie di problematiche, non ultime le distanze dalle abitazioni, al di là del costo dell’intervento. Finora si è ragionato soprattutto di ipotetici sottopassi, ma ora spunta l’idea di un cavalcavia. «Per i Passi - conferma Conti - stiamo studiando una soluzione diversa: un cavalcavia in via Falcone. E anche in questo caso stiamo lavorando alla progettazione». Il cavalcavia sarebbe quindi un po’ decentrato rispetto a via XXIV Maggio, al confine tra i Passi e Porta a Lucca. Anche in questo caso prosegue il confronto con Rfi.
Per il passaggio a livello di via Rindi la situazione sembra più complicata. Anche si tratta di una struttura che contrasta con i notevoli flussi turistici diretti a Piazza dei Miracoli ed anche con i piani di riqualificazione dello stadio Arena Garibaldi. Il problema è soprattutto economico. L’eliminazione del passaggio a livello passa prima dall’esigenza assoluta di deviare il corso fosso del Marmigliaio per riuscire poi a realizzare un sottopasso. «Una spesa che è tutta a carico del Comune - spiegano da Palazzo Gambacorti - e che richiede alcuni milioni di euro di investimento». —
Francesco Loi
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