Il Tirreno

Pisa

palazzo blu 

La collezione Salvestroni racconta la storia pisana

Giulia Serni

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PISA. La città di Pisa a partire dal 1800. A Palazzo Blu in mostra una raccolta di documenti, stampe, fotografie, manoscritti e preziosi cimeli che raccontano “L’Università di Pisa da Curtatone e Montanara alla Goliardia”. Una collezione unica, donata alla Fondazione Pisa dal dottor Muzio Salvestroni, presidente per circa quarant’anni del Cus, ideatore del complesso sportivo del Brennero, promotore del Centro Coni di Tirrenia e nel 1986 insignito con il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. «La donazione è stata fatta in memoria del mio mito, mio padre Cesare, esponente e martire della Resistenza - ha dichiarato non nascondendo l’emozione Salvestroni durante l’inaugurazione della mostra - e sono felice che venga esposta qui, perfettamente convinto che questa istituzione ne avrà cura». L’allestimento, curato da Stefano Renzoni, è il frutto di un’accurata selezione di cimeli dentro una collezione che conta oltre mille pezzi unici e rari. Spaccati di quotidianità, curiosi e originali, tra cui spiccano il manifesto della Prima Riunione degli scienziati italiani, risalente al 15 ottobre 1839; la stampa, curata da Gherardo Nerucci, con i nomi di coloro che presero parte al battaglione universitario a Curtatone e Montanara; le pubblicazioni annuali dei Goliardi, libretti satirici che inauguravano l’anno accademico; il ritratto dell’eroico Elbano Gasperi, artigliere della battaglia di Curtatone e Montanara; opuscoli, foto e cartoline tra cui quelli della “Vedova Allegra”, la pièce teatrale che andò in scena al Teatro Verdi nel 1910; e ancora i manoscritti delle biografie dei docenti dell’Università da fine Seicento all’Ottocento.

«Grazie alla generosità del dottor Muzio e della famiglia Salvestroni - ha sottolineato Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa - si rinforza il patrimonio della Fondazione, che si sente un po’ custode dell’identità della città. In questa mostra sono esposte testimonianze di vita vera, che non devono restare chiuse in un cassetto o in un armadio. Bisogna esporle in modo da rendere viva la nostra storia».

«Una raccolta che verrà mantenuta a Palazzo Blu - precisa Cosimo Bracci Torsi, presidente della Fondazione Palazzo Blu - ed utilizzata in futuro. I preziosi cimeli faranno parte delle mostre temporanee che allestiamo periodicamente per ricordare la storia della nostra città». La mostra, visitabile fino al 5 maggio, è ad ingresso libero. Orario di apertura 10-20. —

Giulia Serni

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