Sicurezza
Ullah: spostiamo l’orario alle 23 oppure falliremo tutti
Il titolare del “Bangla” di lungarno Pacinotti: pago 2mila euro al mese di affitto, ho un dipendente da pagare e un prestito da 80mila euro
PISA. «Se il Comune ci costringe a chiudere alle 21, falliamo tutti. Considerando che in città ci sono 25 minimarket con almeno un dipendente ciascuno, 50 famiglie finiranno sul lastrico. Entro le 21 io non vendo nemmeno 50 euro di prodotti. È una pazzia». È furioso Oli Ullah, titolare del Bangla supermarket di lungarno Pacinotti. Furioso per la mozione approvata dal consiglio comunale che evidenzia come «gli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto, delle attività di produzione e vendite artigianali di prodotti di alimentari non tipici del nostro territorio» dovrebbero chiudere alle 21.
Presupposti che manderebbero in bancarotta 25 minimarket e il doppio delle famiglie che vendono bevande, alcolici e non solo. «Almeno fateci restare aperti fino alle 23 - propone Ullah - ma le 21 no: è troppo presto». L’imprenditore ha un dipendente, paga 2.000 euro di affitto al mese e ha contratto un prestito da 80mila euro. «Chi ripaga le rate? Michele Conti? - sbotta - No, io. Quindi il sindaco ci deve far lavorare. Noi paghiamo un sacco la tassa sui rifiuti, abbiamo i bambini che vanno a scuola. Se passa questo regolamento, per noi è la fine. Non ci sarebbero più le condizioni per vivere e lavorare a Pisa. Una catastrofe».
Ullah non riuscirebbe neanche «a pagare l’affitto della casa, figurarsi quello del negozio. Propongo al sindaco di farci chiudere almeno alle 23, in modo da consentirci di vivere Pisa in tranquillità - conclude - perché tutti noi imprenditori dei minimarket già abbiamo problemi in queste condizioni. E se dovessimo essere costretti a chiudere alle 21 non posso neanche immaginare le conseguenze». —
Stefano Taglione
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