Sicurezza
Centri impiego, a rischio 63 posti di lavoro in provincia
pisa. Rischia di trasformarsi in un boomerang per i lavoratori, o almeno per una parte di loro, la rivoluzione dei Centri per l’impiego collegata alla riforma del mercato del lavoro in atto a livello nazionale. Una operazione, sul piano formale, di potenziamento degli uffici che si occupano delle politiche del lavoro a livello territoriale. Ma che in concreto, almeno in toscana, potrebbe tradursi nella perdita di occupazione per quasi 500 addetti, 63 dei quali nei quattro Centri per l’Impiego della provincia di Pisa.
Il motivo? Da una parte la Regione (con bandi che saranno pubblicati a giugno) andrà ad assumere personale in pianta stabile, dall’altra il contratto siglato il Consorzio “Servizi Lavoro Società Consortile”, 475 dipendenti di 8 società che operano all’interno dei 53 Centri per l’Impiego della Regione, è in scadenza (dicembre 2020) e non si sa se verrà rinnovato. E tra i dipendenti del consorzio cominciano a farsi strada legittime preoccupazioni per il proprio futuro.
Il Consorzio Servizi Lavoro eroga i servizi al lavoro dei Centri Impiego della Regione in seguito alla partecipazione ad un bando di gara dal gennaio 2017. Ma già in precedenza gli stessi servizi erano erogati in seguito a bandi di gara indetti dalle singole amministrazione provinciali a partire dai primi anni del 2000. Di fatto una grande fetta dei lavoratori del Consorzio è in servizio agli sportelli dei Centri per l’impegno da quasi 19 anni. In molti Centri per l'Impiego della rete Toscana i lavoratori dipendenti del Consorzio risultano essere in maggioranza rispetto ai colleghi dipendenti della Regione con un rapporto di 8 dipendenti privati a 2 dipendenti pubblici sino ad arrivare, in alcuni servizi alla presenza di soli dipendenti del Consorzio.
Con l’ultima finanziaria però si sono innescati meccanismi che, almeno in Toscana, rischiano di mandare a cassa i dipendenti del Consorzio “in cambio” di un numero minimo di assunzioni (circa 220 a tempo indeterminato e 97 a tempo determinato dai bandi regionali. E i lavoratori del Consorzio si chiedono se, tutto questo, non finisca per danneggiare non solo chi perderà il servizio stesso e naturalmente l’utenza. Tutto ciò peraltro avviene a poche ore dall’avvio delle procedure per l’assunzione dei così detti “navigator” previsti dalle nuove norme sul reddito di cittadinanza: 150 in Toscana, 18 per la provincia di Pisa. Anpal ha pubblicato il bando per il reclutamento: contratti di co.co.co fino al 2021. Altri precari. «Il futuro lavorativo dei lavoratori dipendenti del Consorzio SL è legato alla gara regionale, che si concluderà il 23 dicembre 2020 - fanno presente alcuni dipendenti del Consorzio - Questo è un dato certo quantomeno per alcune delle 8 Società del Consorzio. Alcune delle società consortili che , sin dal 2000 ininterrottamente, lavorano in prevalenza, sino al 95% del proprio fatturato, per erogare servizi per i Centri impiego. Si potrebbe assistere al paradosso per i lavoratori del Consorzio di dover lavorare sino 23 dicembre 2020, con numeri di utenti da sempre elevatissimi, per trovare lavoro a disoccupati sapendo di diventarlo a loro volta, e obbligati a formare i neo assunti con il concorso pubblico regionale». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
