Gioco
Ventidue figli in tre e sono ancora incinte: niente cella per il furto
Pisa, l'essere in attesa come garanzia di impunità: le rom fermate dai carabinieri dopo un borseggio tornano libere. Per la procura la gravidanza è un attto precostituito per commettere reati
PISA. Una aveva partorito a novembre e ieri ha detto di essere già al terzo mese. L’altra esibiva un pancione prominente. La terza non era da meno come circonferenza addominale. Sedute una accanto all’altra davanti al giudice per la direttissima dopo l’arresto da parte dei carabinieri per furto aggravato in concorso. La triade delle future puerpere in trasferta da Roma a Pisa per borseggiare i turisti. Un portafogli con 200 euro sottratto dalla borsa di una visitatrice giapponese di 57 anni in via Leonardo Da Vinci a ridosso dell’area Duomo è stato l’effetto scatenante.
Le tre amiche di Roma, Suada Sejdic, 35 anni, Aida Omerovic, 30 e Romina Sejdic, 27 anni, in comune hanno il fatto di essere incinte, di condividere il furto come forma di sopravvivenza (ciascuna ha almeno una decina di pagine di casellario giudiziale) e di utilizzare, secondo la Procura, «la gravidanza come atto precostituito per commettere reati». Quello che per le coppie è una scelta d’amore che si sublima nel mettere al mondo un figlio, per le tre la fecondazione con ritmi da catena di montaggio è uno strumento di impunità. Due delle tre arrestate si è scoperto nel corso della direttissima davanti al giudice Antonella Frizilio hanno otto figli ciascuna. L’altra ne ha sei e uno concepito da tre mesi.
Ventidue bimbi dichiarati all’anagrafe. Un dono del Signore che nell’interpretazione delle arrestate assume un valore più prosaico: ottenere il differimento della pena. Finché portano avanti la gravidanza niente cella. L’arresto va bene - il giudice lo ha convalidato disponendo il divieto di dimora in provincia - ma il carcere no. Una delle tre, assistite dagli avvocati Ottavio Bonaccorsi e Michele Croccia, deve scontare tre anni per furti a Venezia. Il Tribunale di Sorveglianza ha sospeso l’esecutività. L’ennesimo rinvio con l’appuntamento ineludibile verso il carcere. Finché c’è gravidanza c’è speranza. —
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