Meno daini e cinghiali nel parco: l’ente risarcisce gli agricoltori
Pisa. Proseguono le catture, gli abbattimenti selettivi e le manutenzione delle recinzioni nelle aree protette del Parco per il contenimento della popolazione di ungulati. Un tema affrontato dall’ente con gli agricoltori interessati al fenomeno sul quale il Parco è fiducioso tanto da annunciare, entro due anni, il raggiungimento dell’equilibrio corretto necessario per la protezione della vegetazione del Parco. Si tratta di «azioni fondamentali per la conservazione di boschi e flora e per la salvaguardia delle aree agricole» spiega il presidente dell’ente Parco Giovanni Maffei Cardellini.
Tra il 2012 e il 2017, a causa dei problemi legati al bilancio dell’ente oggi risolti, le storiche attività di cattura degli ungulati si erano interrotte, così come rallentati erano gli abbattimenti selettivi. La popolazione di daini e cinghiali è cresciuta in maniera eccessiva rispetto alle caratteristiche ecologiche dell’area, con conseguenze negative per la vegetazione e per le aree agricole. Grazie al lavoro del professor Apollonio, che insieme ai tecnici dell’ente ha studiato con metodi e criteri scientifici la fauna selvatica del Parco, è stata definita la precisa densità territoriale delle popolazioni di daino e cinghiale nelle varie tenute, e conseguentemente sono state pianificate le azioni da effettuare per tornare entro i limiti di equilibrio ecologico. Tra fine 2018 e inizio 2019, tra catture e abbattimenti selettivi la popolazione di cinghiali e daini è diminuita rispettivamente del 65% e del 40%. Obiettivo del Parco è tornare entro 2-3 anni all’equilibrio corretto come previsto dal piano. L’ente ha riconosciuto legittime le richieste di indennizzo danni presentate per il 2018 da 13 aziende agricole e le ha rimborsate al 100% per un totale di 86mila euro. —
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