Il Tirreno

Pisa

la tragedia  

Informatico di 49 anni trovato morto in casa dai genitori

Giulio Corsi
Informatico di 49 anni trovato morto in casa dai genitori

Dario Fabiani viveva a Livorno ma aveva studiato a Pisa e da anni lavorava  all’Istituto di fisica nucleare  di Largo Bruno Pontecorvo

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Lunedì sera Dario Fabiani doveva andare a cena dai genitori Franca e Roberto, in via Orosi, come faceva, in un rito ormai consolidato, ogni settimana. Lo aspettavano per le 19 ma Dario non è arrivato. I due hanno iniziato a chiamarlo sul cellulare, ma il telefono squillava a vuoto. Quando l’orologio ha rintoccato le 20, preoccupati dall’insolito ritardo del figlio e dal suo silenzio, hanno deciso di andare a casa sua, in via Pannocchia 24. Hanno suonato il campanello, ma nessuno ha risposto. Allora hanno aperto la porta e si sono trovati davanti un incubo: Dario era sdraiato a terra, nel corridoio. La testa contro il pavimento, attorno alla bocca piccoli rivoli di sangue. Franca Fabiani, con le lacrime agli occhi, ha trovato la forza di chiamare il 118, mentre il marito cercava inutilmente di rianimare il figlio.

Da lì è stato un via-vai di sirene e lampeggianti. Il medico dell’ambulanza non ha potuto far altro che constatare il decesso, poi sono arrivati i carabinieri, il medico legale, il magistrato di turno.

La salma di Dario Fabiani è stata portata all’obitorio del cimitero dei Lupi e sottoposta a sequestro. Domani sarà nominato il medico legale per l’autopsia che potrebbe avvenire venerdì. Poi il corpo sarà restituito alla famiglia e si potranno finalmente organizzare i funerali.

Alle finestre e alla porta di casa non c’erano segni di effrazione. L’ipotesi principale che ad oggi è sul tavolo degli inquirenti è che Fabiani sia morto per causa naturale, per un infarto, probabilmente avvenuto domenica. Ascoltato ieri, il medico di famiglia dell’uomo ha spiegato che non aveva patologie e godeva di buona salute. Sarà comunque l’autopsia a dover confermare la tesi del malore fatale.

La notizia della morte di Dario Fabiani si è diffusa ieri tra gli amici, lasciandoli scioccati. L’uomo, classe 1970, avrebbe compiuto 49 anni a giugno. Da tempo lavorava all’Istituto di Fisica Nucleare a Pisa, prima a San Piero a Grado, poi in Largo Bruno Pontecorvo. «Faceva il sistemista, gestiva cioè le reti dei computer dell’istituto - racconta la sorella Ilaria -. Era entrato tanti anni fa e mentre lavorava era riuscito a laurearsi in informatica. I computer erano la sua passione, fin da quando era un ragazzetto, era un vero e proprio genio. La domenica, quando non c’era il Livorno e quando non andava agli Scogli Piatti, stava a casa a sistemare i computer. Gli amici più stretti lo chiamavano Ganga, come il robot del cartone animato degli anni Settanta. E d’altra parte lui aveva la passione per l’informatica e anche per l’astronomia: si era comprato un telescopio importante e osservava le stelle. E infatti partecipava sempre alle notti dell’astronomia organizzate all’istituto». —

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