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I ragazzi delle medie invadono il centro per dire no alle mafie

I ragazzi delle medie invadono il centro per dire no alle mafie

Dalle 9 il corteo della 2ªG  dell’Istituto comprensivo Fucini che raggiungeranno l’edicola confiscata nel 2013 dallo Stato alla criminalità organizzata

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Pisa. Dalle 9 alle 11 di oggi il centro di Pisa sarà percorso dagli alunni della 2ªG delle scuole medie dell’Istituto comprensivo R. Fucini (secondaria succursale). Andranno a visitare l’edicola alle porte di Borgo Stretto confiscata alla mafia nel 2013 accompagnati dalla professoressa Ricciardi, insieme ai volontari del gruppo “scuola & formazione” del Presidio Libera Pisa intitolato a Giancarlo Siani, il cronista campano vittima della camorra.

La visita è stata programmata per sensibilizzare i giovani sulla presenza mafiosa anche in Toscana ed è il punto d’arrivo di una serie di incontri nelle scuole sui temi della legalità e della giustizia sociale. «Concludiamo così un percorso sulla memoria e l’impegno sociale – spiega Marianna Sorelli, responsabile dell’area formativa del presidio di Pisa – per far sì che i ragazzi conoscano le storie delle vittime di mafia e riescano a interpretare la realtà quotidiana attraverso una coscienza critica». Durante gli incontri nelle scuole i ragazzi hanno preparato degli elaborati che saranno affissi all’edicola e che vanno dai pensieri scritti ad alcune vittime di mafia a dei progetti innovativi sulle opportunità offerte dal riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Fino a poco più di un anno fa, l’edicola nel pieno centro di Pisa rappresentava un’eccellenza essendo l’unica azienda riutilizzata socialmente nella Regione. Ma il progetto “i Saperi della legalità” si è arenato circa un anno fa. Al contempo, il coordinamento provinciale delle associazioni facenti parte della rete di Libera ha già messo in cantiere un nuovo progetto di riutilizzo sociale. Un’iniziativa che passa da una interlocuzione e da una apertura collaborativa delle Istituzioni, oltre che da una maggiore sensibilità cittadina al tema dei beni confiscati e all’opportunità di restituirli alla comunità. —

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