Il Tirreno

Pisa

Riesce a stringere la mano al fratello, ma resta grave la donna diventata madre

Il reparto di neurorianimazione di Cisanello; nel riquadro la dottoressa di Desenzano sul Garda Paola Frizzarin
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Il reparto di neurorianimazione di Cisanello; nel riquadro la dottoressa di Desenzano sul Garda Paola Frizzarin

Pisa, sempre in coma la dottoressa colpita da eclampsia. Sta invece bene il neonato seguito dai medici del Santa Chiara

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PISA. Sono ore di angoscia e di speranza, dopo che la donna ieri ha avuto un lieve miglioramento, quelle che sta vivendo la famiglia di Paola Frizzarin, 49 anni, di Desenzano sul Garda, ricoverata in gravissime condizioni nella rianimazione di neurochirurgia all’ospedale di Cisanello dopo aver dato alla luce, con un parto cesareo organizzato in emergenza, un bambino. Da tre giorni i familiari della donna, che era venuta a Pisa per seguire un convegno nazionale di neuroscienze, neuropsicologia e psicoterapia, si alternano al capezzale della madre che ha avuto la sfortuna di incappare in una patologia della gravidanza, l’eclampsia, che le ha causato una grave emorragia cerebrale.

Sabato pomeriggio la donna, che in questo periodo era impegnata anche con gli studi in psicologia, si è sentita male ed è stata accompagnata al pronto soccorso di Cisanello. Dopo poco che è arrivata negli ambulatori la situazione è peggiorata, i medici hanno visto che era in corso una emorragia cerebrale e che non c’era tempo da perdere. Il bambino è stato fatto nascere con cesareo ed è stato salvato.
La mamma invece resta ricoverata in prognosi riservata. «È un momento particolare per noi – dice il fratello della donna – i medici ci dicono che per valutare la situazione dovrà passare ancora un po’ di tempo. Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo provato a parlarle, l’abbiamo vista stringere una mano. Aspettiamo con fiducia».

Quando la donna è stata sottoposta alla prima Tac le condizioni erano così gravi che i medici hanno pensato, oltre che a capire se era possibile intervenire per fermare l’emorragia, a salvare la vita del bambino che ora sta bene ed è ricoverato nel reparto di ginecologia e ostetricia al Santa Chiara. Il marito trascorre le giornate tra la rianimazione di Cisanello e il Santa Chiara, dove può vedere il suo bambino. Quel figlio che la coppia ha cercato per tanto tempo, non immaginando nemmeno lontanamente che la loro gioia si sarebbe scontrata con la paura e il dolore. I parenti sono subito arrivati a Pisa dalla Lombardia dove vivono per non lasciare sola la quarantanovenne e per poter abbracciare il bambino.

La storia del piccolo fatto nascere in una condizione di emergenza, con il rischio che la madre perdesse la vita a causa delle sue condizioni di salute, ha suscitato grande impressione in tutto l’ospedale pisano, in particolare nell’area dell’emergenza. I medici non ricordano un caso analogo. Tutto l’affetto possibile circonda e protegge il bambino, così come è rivolto alla madre che ieri ha trascorso la giornata in condizioni stazionarie, restando in prognosi riservata. Solo con il trascorrere delle ore anche i medici potranno valutare meglio la situazione che al momento resta sempre preoccupante. La madre non aveva particolari problemi o malattie prima dell’emorragia e questo potrebbe aiutarla a superare quello che le è capitato, proprio quando si avvicinava a vivere la gioia più grande e a vedere nascere (era alle 35esima settimana di gravidanza) il figlio tanto cercato. 

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