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Pisa

Il caso 

L’addio della prof «Torno a Londra» La Normale: no ai doppi incarichi

G.B.

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Pisa. Da una parte la prof dimissionaria: «Torno in Inghilterra perché lì ho più possibilità di fare ricerca». Dall’altra la Normale: «Aveva un doppio incarico non dichiarato, quando le abbiamo chiesto chiarimenti ha deciso di dimettersi». Posizioni distanti che lasciano intravvedere accuse reciproche quelle tra Annalisa Pastore, 61 anni, biologa molecolare, e la Scuola superiore Normale. Fatto sta che l’addio dell’unica professoressa ordinaria nella classe di Scienze in più di due secoli a Palazzo della Carovana non può non far discutere.

La docente, che si è laureata alla Federico II di Napoli e ha lavorato nella squadra del premio Nobel Richard Ernst a Zurigo, ha rassegnato le dimissioni giovedì scorso. Il primo novembre 2018 era stata assunta dopo aver vinto il concorso per professore ordinario in regime di tempo pieno. Cosa è successo dopo appena cinque mesi dall’assunzione? «Mi sono accorta che la Normale non è abbastanza competitiva e che, rimanendo, avrei perso un sacco di opportunità – ha dichiarato Pastore a Repubblica giustificando il suo ritorno al dipartimento di Neuroscienze del King’s College di Londra, dove prestava servizio ancor prima di superare il concorso dell’università pisana.

Secondo la ricostruzione del quotidiano romano, il rapporto con l’università inglese non si sarebbe mai interrotto. «A far scattare i sospetti – si legge nell’articolo – alcune recenti ricerche firmate dalla prof e tutt’oggi riportate nella sua pagina personale sul sito web dell’istituzione inglese. I testi risultano pubblicati tra novembre 2018 e febbraio 2019 e risalirebbero quindi al periodo in cui Pastore era già di fatto assunta a Pisa».

«Ultimamente è stato chiesto alla professoressa Pastore di confermare l’esclusività del rapporto con la Normale – si legge in una nota della Scuola –: a tali richieste è stato risposto prospettando il passaggio a un regime di impegno a tempo definito. Come è noto il regime di impegno a tempo pieno per i professori di ruolo non consente l’esistenza di altri rapporti di lavoro subordinato, in Italia e all’estero. Al momento della sua presa di servizio la docente, che proveniva dall’Università di Pavia dove invece era in regime di tempo definito, aveva dichiarato di non avere altri incarichi».

Da qui la presa di posizione della Scuola: «Esigenze di passaggio al tempo definito, eventualmente con richiesta di doppia affiliazione, non manifestate all’atto della presa di servizio, avrebbero potuto essere valutate dagli organi competenti se debitamente presentate in relazione alle esigenze didattiche e di servizio della Scuola Normale. Al momento nessun docente della Normale gode del regime di tempo definito con doppia affiliazione». —

G.B.

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