Il Tirreno

Pisa

il caso 

Nuove scritte sui muri e accuse sul web preside perseguitato da giovani vandali

Cristiano Marcacci
Nuove scritte sui muri e accuse sul web preside perseguitato da giovani vandali

Il professor Caruso nel mirino dopo i provvedimenti disciplinari decisi per i responsabili dei danni all’istituto alberghiero 

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Da tempo è noto nell’ambiente proprio per l’ottimo rapporto che è solito instaurare con i suoi studenti, oltreché coi docenti e il personale. Stridono e allarmano di più, quindi, le scritte sui muri della città e le accuse gratuite che in queste ore gli piovono addosso, in particolare attraverso Instagram. Il professor Salvatore Caruso, preside dell’istituto alberghiero “Giacomo Matteotti”, è nel mirino di un gruppo di giovani vandali e molestatori da quando, nei giorni scorsi, ha reso noti i provvedimenti disciplinari nei confronti di quegli studenti che lo scorso gennaio devastarono l’istituto Matteotti. Un tentativo di occupazione sfociò in un vero e proprio raid vandalico che causò oltre ventimila euro di danni. Dopo le opportune indagini e identificazioni, quattro studenti sono stati bocciati, altri quattordici sospesi e due “condannati” a pulire gli spazi scolastici. Per tutti è scattato anche l’obbligo di seguire un “percorso rieducativo” affiancando gli operatori della Caritas in attività sociali. La decisione è stata presa dai consigli di classe che, insieme al consiglio d’istituto, hanno definito le punizioni che si aggiungono ad alcune denunce scattate all’indomani del blitz, i cui effetti avevano costretto la scuola a chiudere per alcuni giorni.

Tra i responsabili del raid c’erano con ogni probabilità degli infiltrati, giovani appartenenti ai centri sociali venuti da fuori della scuola. E sono forse loro ad accanirsi in questi giorni contro il preside, sempre di più oggetto di una vergognosa opera di persecuzione. Oltre alla scritte apparse nei giorni scorsi a ridosso dello stesso istituto alberghiero, un’altra (“Caruso infame”) campeggia su un muro di una via nelle vicinanze di corso Italia, in pieno centro. A questa si aggiungono le gravissime accuse e offese che circolano su Instagram, a firma di un fantomatico comitato “scuoleinrivolta_pisa”. «Sui giornali – scrivono – si festeggiano le “esemplari” punizioni post-occupazioni, segno che il movimento delle occupazioni ha creato molta paura all’interno di un sistema che vuol vedere lo studente unicamente come strumento di profitto. Non a caso in prima linea troviamo il preside del Matteotti Caruso, che si lamenta per un’occupazione scomposta e rabbiosa. Dobbiamo ricordare che tale preside, che si lamenta dei danni, è il primo a sfruttare l’alternanza scuola-lavoro per profitti e ambizioni personali organizzando banchetti di gala dove poter ingraziarsi la Pisa-bene».

Farneticazioni come questa stanno circolando in rete da alcuni giorni, ma Caruso cerca di non prendersela e di continuare a lavorare. Declina il nostro invito a commentare: «Sulla vicenda dell’occupazione con danni non voglio dire più nulla. È meglio così». —





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